Bocciate da parte del Collegio dei revisori due proposte di delibera avanzate da Melucci & Company. Niente cessione dell’impianto Pasquinelli ad Amiu Spa. E niente prestito-ponte per oltre 2 milioni di euro. La preoccupazione dei sindacati per la sorte dei lavoratori. Proclamato per mercoledì prossimo lo stato di agitazione
Tutti in collegio a partire da questa sera. Melucci. La giunta municipale. La maggioranza di centrosinistra. Il management di Kyma Ambiente (quello farebbe meglio ad andarsene direttamente a casa). Il collegio dei revisori boccia due proposte di delibera e costringe, Bitetti & Company, a ritirare in tutta fretta i due provvedimenti amministrativi dall’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per domattina. Niente cessione quindi, mediante la procedura del comodato a titolo oneroso, dell’impianto Pasquinelli (il sito dedito alla raccolta dei rifiuti da differenziare ubicato in località La Riccia-Giardinello) ad Amiu Spa. E niente prestito-ponte, l’anticipazione di liquidità per un ammontare di 2.500.000,00, da parte del comune alla società in house partecipata al 100 per cento. Prima un sinistro, poi un destro, pugni veloci e pesanti come quelli che Muhammad Ali destinò a George Foreman sul ring di Kinshasa, sono piovuti addosso al sindaco di Taranto nel primo pomeriggio primaverile dell’anno. Da una parte l’organo tecnico; dall’altra gli amministratori pubblici. In mezzo una distanza siderale: con le norme, i principi contabili, il rispetto della legge, per niente propensi a piegarsi dinanzi ai bizzarri voleri della politica. I sindacati, appresa la notizia, hanno proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori della municipalizzata per mercoledì prossimo. Forse si riescono a pagare gli stipendi del mese scorso, forse, ma il futuro è luminoso come una notte di burrasca in mezzo al mare. Improvvisazione. Autoreferenzialità. Spocchia un tanto al chilo. I lavoratori rischiano grosso. La città rischia di essere, a partire dai prossimi giorni, ancora più sporca di quanto già non sia. Si conoscono i responsabili di ‘Quer pasticciaccio brutto di Kyma Ambiente’ anche senza essere Carlo Emilio Gadda. Ma tutto resta stranamente tale e quale.