I legali di Fitto, Francesco Macario, Luciano Ancora e Roberto Eustachio Sisto, precisano in una nota che la vicenda che ha riguardato l’ex presidente della Regione Puglia e vicepresidente della Commissione europea “si è chiusa senza mai una condanna”
Davanti alla Corte d’Appello di Bari questa mattina è stato “conciliato il contenzioso civile pendente” tra la Regione Puglia ed il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto in riferimento a fatti risalenti ad oltre venti anni fa, quando Fitto era presidente della regione Puglia, e “scaturiti dal procedimento penale denominato ‘La Fiorita’, conclusosi senza condanne”.
Lo rende noto in un comunicato la Regione Puglia. “Si tratta di tre distinti giudizi civili incardinati dinanzi alle autorità giudiziarie di Bari, due presso la Corte D’appello e uno presso il Tribunale. All’esito di un articolato confronto tra i legali delle parti, la conciliazione giudiziale dell’intero contenzioso – informano dalla Regione Puglia – prevede il versamento in favore della Regione Puglia della somma omnicomprensiva di 170mila euro a fronte della contestuale rinuncia dell’onorevole Fitto alla domanda di rimborso degli oneri di patrocinio relativi ai procedimenti penali subiti”. “L’accordo – conclude la nota – definisce ogni controversia pendente senza riconoscimento di responsabilità, soccombenza o fondatezza delle reciproche pretese”.
I legali di Fitto, Francesco Macario, Luciano Ancora e Roberto Eustachio Sisto, precisano in una nota che la vicenda che ha riguardato l’ex presidente della Regione Puglia e vicepresidente della Commissione europea “si è chiusa senza mai una condanna”: “Dopo oltre vent’anni e senza che ci sia mai stata alcuna condanna né penale né civile a carico dell’onorevole Raffaele Fitto – affermano – si conclude una vicenda che, in sede civile, sarebbe durata ancora per diversi anni”. “A fronte di iniziali ingenti richieste, abbiamo definito un’intesa che prevede il versamento di una somma da noi destinata come contributo alle spese legali sostenute dall’ente, senza – spiegano i legali – alcun riconoscimento di responsabilità. Su questa lunghissima vicenda oggi, scriviamo definitivamente, la parola fine”. (Fonte Ansa Puglia)


