di Angelo Nasuto
Si accende il confronto sui social tra l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Giancarla Zaccaro e l’ex assessore Cosimo Maraglino, autore di una serie di immagini satiriche pubblicate su MassafraAttiva. Alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale ritraggono la sindaca e gli assessori mentre dormono comodamente nei rispettivi posti di comando
“La fascia tricolore merita rispetto e le istituzioni non si deridono”. Si accende il confronto sui social tra l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Giancarla Zaccaro e l’ex assessore Cosimo Maraglino, autore di una serie di immagini satiriche pubblicate sul gruppo Facebook MassafraAttiva. Al centro della polemica, alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale che ritraggono la sindaca e gli assessori mentre dormono comodamente nei rispettivi posti di comando. Una rappresentazione ironica, dai toni grotteschi, con cui Maraglino punta a richiamare l’attenzione su alcune questioni che interessano la comunità: dai lavori pubblici e dalle condizioni dell’asfalto fino alla vicenda ex Ilva.
Blogger molto noto in città, Maraglino aveva fatto parte della prima Giunta comunale guidata da Zaccaro, prima di essere rimosso dall’incarico lo scorso luglio. Oggi il confronto con l’amministrazione si sposta sul terreno della satira politica e del suo confine con il rispetto delle istituzioni. La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere. In un post pubblicato sui social a nome della sindaca e dei sei assessori, la maggioranza contesta il ricorso a immagini generate dall’intelligenza artificiale per rappresentare in chiave caricaturale la prima cittadina con la fascia tricolore e gli altri componenti della Giunta. Secondo l’amministrazione, la questione va oltre la semplice ironia e investe il rispetto dovuto alle istituzioni e al ruolo che rappresentano. “Sindaco e assessori possono essere criticati e contestati per il loro operato. È la democrazia. Ma un conto è criticare le scelte amministrative, altro è trasformare le istituzioni in bersagli di derisione”, si legge nel post.
Da qui il richiamo al valore simbolico della fascia tricolore e alla distinzione tra la legittima contestazione politica e la derisione dei ruoli istituzionali. “La fascia tricolore non è un costume, il Comune non è un palcoscenico e le istituzioni non sono giocattoli da utilizzare per qualche risata sui social”. Il messaggio della Giunta insiste quindi sul principio del rispetto istituzionale, che – viene sottolineato – non dovrebbe dipendere dalle appartenenze politiche né dal giudizio sull’operato di chi amministra. Ferma restando la libertà di espressione, l’amministrazione richiama anche il senso civico e la responsabilità individuale. “Si può dissentire con fermezza, denunciare errori e contestare decisioni, senza svilire il ruolo delle istituzioni”, è la conclusione del post.
La replica dell’ex assessore non si è fatta attendere. Sempre attraverso MassafraAttiva, Maraglino ha pubblicato un lungo intervento nel quale contesta la presa di posizione dell’amministrazione. A suo giudizio, scandalizzarsi per un’immagine satirica significa avere una concezione singolare della libertà di espressione.
Il blogger sposta quindi il confronto sulle questioni amministrative e politiche che, secondo lui, meriterebbero altrettanta attenzione. Nel suo intervento richiama il funzionamento e l’utilità delle commissioni consiliari, le condizioni dell’asfalto e l’operato delle ditte incaricate dei lavori pubblici. Maraglino fa inoltre riferimento alla vicenda giudiziaria che coinvolge un consigliere di maggioranza, evocando l’ipotesi di un acquisto di voti per 15 euro. Si tratta di un’accusa che, per la sua gravità, richiede di essere valutata sulla base degli atti e degli sviluppi giudiziari, senza confondere le contestazioni con fatti definitivamente accertati. Il confronto, dunque, non riguarda soltanto il linguaggio della satira e la rappresentazione dei ruoli istituzionali, ma si intreccia con le tensioni politiche e le critiche rivolte all’azione amministrativa.
La polemica corre sui social e, almeno per il momento, non sembra destinata a esaurirsi. Resta aperta la questione che attraversa l’intera vicenda: dove finisce la satira politica e dove comincia, secondo i suoi protagonisti, la mancanza di rispetto per le istituzioni?


