Dopo il ruolo strategico svolto durante la manifestazione, il sindaco di Grottaglie chiede un tavolo istituzionale per trasformare l’Arlotta in uno scalo aperto anche ai voli passeggeri di linea
Dopo l’esperienza dei XX Giochi del Mediterraneo, il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò rilancia con forza la necessità di attivare i voli di linea passeggeri dall’aeroporto “Marcello Arlotta”. In una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e ai parlamentari del Tarantino, il primo cittadino sottolinea come lo scalo abbia confermato la propria strategicità anche in occasione del grande evento sportivo internazionale.
L’Arlotta, evidenzia D’Alò, ha già dimostrato in più occasioni le proprie potenzialità, dal conflitto in Kosovo nel 1999 al G7 del 2024, fino ai Giochi del Mediterraneo del 2026, accogliendo voli di Stato, delegazioni e collegamenti charter.
Da qui la domanda: se l’aeroporto è in grado di gestire eventi internazionali, perché non può essere messo stabilmente a disposizione di cittadini, lavoratori, studenti, turisti e imprese attraverso collegamenti di linea? Per il sindaco, l’attivazione dei voli passeggeri rappresenterebbe un’opportunità per rendere il territorio ionico più accessibile e competitivo, sostenendo turismo, imprese, occupazione e nuovi investimenti. Una necessità resa ancora più urgente dalla delicata situazione occupazionale legata alla crisi industriale e alle prospettive dell’ex Ilva.
D’Alò chiede quindi la convocazione di un tavolo istituzionale che coinvolga Governo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ENAC, Regione Puglia, Aeroporti di Puglia, Provincia di Taranto e Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di verificare concretamente condizioni, sostenibilità e modalità per l’avvio dei collegamenti passeggeri: “’Arlotta non può essere un aeroporto che si dimostra all’altezza delle grandi occasioni soltanto quando le grandi occasioni arrivano” è il senso della posizione del sindaco, che invita le istituzioni a superare le divisioni politiche e a trasformare i Giochi del Mediterraneo in un punto di partenza per il futuro dello scalo. La richiesta, conclude D’Alò, non è quella di privilegi, ma di “pari opportunità” per tutto il territorio ionico.



