La consigliera chiede le dimissioni del presidente della Commissione Servizi
La consigliera comunale Bianca Boshnjaku ha reso pubbliche accuse pesanti, nei confronti del presidente della Commissione Servizi, Gianni Tartaglia, chiedendone le dimissioni dopo una telefonata che, a suo dire, sarebbe degenerata in insulti personali e frasi discriminatorie.
Secondo quanto raccontato dalla consigliera, in un video pubblicato poche ore fa sul suo canale social, il confronto era nato per discutere una proposta di modifica del regolamento comunale sul C.U.D.E., presentata per reintrodurre una tutela eliminata dal Consiglio comunale. L’obiettivo, spiega, era “evitare che persone con gravissime disabilità, quali titolari di patente di guida speciale e di veicoli adattati, fossero costrette a ripetere costosi e gravosi iter sanitari”.
Nel ricostruire l’episodio, Boshnjaku riferisce di aver invitato Tartaglia a seguire il proprio ragionamento pronunciando la frase: “Gianni, fermati un secondo e seguimi col cervello”, precisando di “mettere da parte le emozioni ma ragionare esclusivamente dal punto di vista pratico e tecnico”.
Da quel momento, sostiene la consigliera, “il confronto è cessato”. Al suo posto sarebbero arrivati “insulti, volgarità e frasi che nessun rappresentante delle istituzioni dovrebbe mai pronunciare”. Boshnjaku afferma di essere stata “destinataria di gravissimi insulti personali, volgarità e frasi che nulla hanno a che vedere con il confronto politico”.
L’accusa più grave riguarderebbe alcune frasi che avrebbero fatto riferimento alle sue origini albanesi. “Mi è stato chiesto di andare via dall’Italia, di tornare in Albania, con espressioni offensive riferite alle mie origini”, afferma. “Le mie idee possono essere contestate, però le mie origini non possono diventare un insulto”.
Nel messaggio Boshnjaku ricorda di vivere in Italia da oltre trent’anni. “Qui ho studiato, lavorato, costruito la mia famiglia, servito le istituzioni e ottenuto anche la stima e la fiducia dei cittadini”. E ancora: “La cittadinanza italiana l’ho acquisita con la legge. L’appartenenza l’ho costruita con la mia vita intera”.
“Un comportamento di questa gravità ritengo sia incompatibile con il ruolo istituzionale che un consigliere comunale è chiamato a ricoprire”. L’esponente politico chiede dunque, pubblicamente le dimissioni del presidente della Commissione Servizi e “le sue scuse nei confronti non solo della mia persona, ma dell’intera istituzione che noi rappresentiamo”.
Alla denuncia della consigliera sono seguite numerose manifestazioni di solidarietà. Tra queste anche quella del consigliere comunale Luca Contrario, che in un commento a margine del post parla di “un episodio gravissimo” e ritiene “necessaria una presa di posizione forte”.
I fatti riportati se confermati, dipingerebbero un quadro parecchio delicato. Nel frattempo dallo stesso Tartaglia si attendono riscontri ed eventuali chiarimenti. Mentre ci aspettiamo che lo stesso Esecutivo faccia altrettanto e restituisca piena luce su un episodio che, lo ripetiamo, al netto di responsabilità tutte da appurare, proietta un’ombra negativa su Palazzo di Città, proprio a pochi giorni dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo. Un evento per sua natura poco affine a questo genere di polemiche.



