Per il sindaco servono misure per mantenere attivo il sistema economico e nuove prospettive di sviluppo per il territorio
Il rischio di tensioni sociali legato alla crisi industriale e alla possibile contrazione del sistema produttivo preoccupa l’amministrazione comunale di Taranto. È quanto sottolineato da Piero Bitetti, che in Audizione sul disegno di legge 2023 (d-l 154/2026 – Continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale) ha richiamato la necessità di intervenire per evitare che la riduzione dei redditi e delle attività economiche produca un ulteriore aumento della povertà.
Per il sindaco, la città deve affrontare questa fase individuando nuove opportunità di sviluppo, senza rinunciare alla tutela della salute e degli altri diritti costituzionali. Una strategia che deve partire dalla valorizzazione delle aree disponibili e, in particolare, da quelle portuali, per attrarre investimenti e nuove attività produttive. Tra le opportunità indicate ci sono circa 170 ettari di aree da valorizzare, di cui 30 da bonificare, che potrebbero ospitare nuovi insediamenti e generare occupazione per le imprese del territorio. Bitetti ha inoltre evidenziato il potenziale di Taranto nel settore delle energie rinnovabili, grazie alla posizione logistica della città e alla possibilità di sviluppare grandi impianti per la produzione di energia.
Un ruolo importante viene attribuito anche a Università e ricerca, con l’ipotesi di lavorare alla realizzazione di un’Università del Mediterraneo, capace di aumentare le competenze e l’attrattività della città. Altre prospettive riguardano lo sport, la cultura e il turismo, anche attraverso l’eredità dei Giochi del Mediterraneo. Taranto, secondo Bitetti, può trasformare il proprio patrimonio storico e culturale in una leva economica, ma per farlo deve migliorare i collegamenti, a partire dall’aeroporto di Grottaglie, dalla rete ferroviaria e dalla viabilità.
L’obiettivo indicato è quindi quello di costruire un sistema economico più diversificato, capace di affiancare nuove attività alla grande industria e di garantire alla città occupazione, servizi e prospettive di crescita.



