Il fermo dal 25 al 29 maggio. Castronuovo: “Si tratta di una mobilitazione sofferta ma necessaria, determinata da una situazione ormai insostenibile per migliaia di imprese dell’autotrasporto”
Sospensione temporanea dei versamenti derivanti dagli obblighi contributivi/previdenziali; riduzione del silenzio assenso per fruire del credito di imposta riducendolo a 10 giorni dai 60 attuali previsti oggi. Ancora, messa a disposizione delle risorse adeguate, come già quantificato per evitare una penalizzazione in particolar modo per le imprese di autotrasporto che hanno investito in sicurezza ed ambiente; l’emanazione in tempi nel più breve tempo possibile dei necessari decreti attuativi: queste sono le decisioni di UNATRAS, riunitasi in giornata per preparare il fermo dei servizi che, senza una risposta concreta da parte del Governo, si effettuerà come annunciato dal 25 al 29 maggio.
UNATRAS non può che rimarcare il proprio senso di responsabilità dimostrato dalle imprese aderenti che tuttavia, senza interventi si vedranno costrette a sospendere i servizi causa la eccessiva onerosità generati dal caro gasolio. A tutt’ oggi preoccupa il silenzio del Governo che incrementa il già elevato stato di tensione che grava sulle imprese. L’autotrasporto nel riconfermare la propria determinazione nel voler ricercare le possibili soluzioni non può tuttavia evitare di proseguire l’azione mirata a dare risposte alla categoria penalizzata da una decisone di carattere generale che non tiene conto di quanto l’attività di autotrasporto impatti sull’intero sistema produttivo e sulla competitività del Paese.
Per tale motivo, il coordinamento UNATRAS ha deciso di fornire tempestive indicazioni ai riferimenti territoriali della organizzazioni aderenti affinché procedano, nei tempi e nei modi previsti dalla normativa vigente, a comunicare formalmente a Questure, Prefetture, Polizia Stradale e rappresentanze locali dei lavoratori dipendenti le seguenti circostanze la decisione assunta dagli organismi nazionali di procedere all’effettuazione del fermo dei servizi nel periodo compreso tra le ore 00:00 del 25 maggio 2026 e le ore 24:00 del 29 maggio 2026. · l’individuazione puntuale delle località e dei nodi logistici dove saranno concentrate le iniziative sindacali e i presidi territoriali. · il fermo verrà attuato attraverso un’incisiva opera di sensibilizzazione della categoria e dell’opinione pubblica, avvalendosi della distribuzione di volantini sindacali, dichiarazioni alla stampa e ogni altra forma di espressione del dissenso consentita dalle norme sull’esercizio del diritto di sciopero. · l’impegno a garantire, in ogni fase della mobilitazione, l’osservanza delle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione, assicurando la sicurezza stradale e la corretta informazione agli utenti. UNATRAS ribadisce che la decisione, seppur sofferta, si rende necessaria per tutelare la dignità delle imprese di autotrasporto e per garantire la tenuta di un asset strategico per l’economia nazionale, auspicando che le istituzioni colgano l’urgenza di un confronto risolutivo.
Il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo si accoda alle associazioni nazionali dell’autotrasporto: “Stiamo già organizzando assemblee interregionali con gli autotrasportatori, in vista del fermo dei servizi annunciato da UNATRAS. Si tratta di una mobilitazione sofferta ma necessaria, determinata da una situazione ormai insostenibile per migliaia di imprese schiacciate dall’aumento incontrollato del costo del gasolio e dall’incremento generale dei costi di gestione.
Riteniamo positivo che si continui a chiedere con forza un confronto serio con il Governo, nel rispetto delle regole e della sicurezza, per tutelare un settore strategico per l’intero sistema produttivo italiano. Le imprese non chiedono privilegi, ma strumenti concreti per poter continuare a lavorare, investire e garantire servizi essenziali alle filiere produttive e commerciali del Paese. È necessario intervenire rapidamente con misure straordinarie sul caro carburanti, sulla liquidità e sui costi che stanno mettendo in ginocchio le piccole e medie imprese dell’autotrasporto. Apprezziamo, inoltre, il senso di responsabilità dimostrato dalla categoria, che pur in un momento di forte tensione continua a privilegiare il dialogo istituzionale e una mobilitazione civile e ordinata. L’auspicio è che il Governo colga, immediatamente, questo segnale e convochi un tavolo risolutivo, evitando ulteriori ripercussioni economiche e sociali su un comparto fondamentale per la competitività dell’Italia” conclude il coordinatore regionale.



