Riportiamo per intero la lettera aperta alle istituzioni
Gentili rappresentanti delle Istituzioni,Taranto sta vivendo una crisi profonda, che non può più essere ignorata ominimizzata con mezze verità, con slogan vuoti o con promesse a cui nemmeno il piùottimista dei pessimisti è disposto a dare credito. Il silenzio, che sembra non esserepiù una linea di condotta, ma l’effetto inequivocabile d i una resa incondizionata, el’immobilismo, che si tenta di mascherare con l’annuncio di progetti a lungo termine,hanno alimentato uno sconforto crescente in una comunità che chiede certezze e fatticoncreti.
Non si tratta di voler vedere negativo lo stato delle cose o di ostinarsi a considerare ilbicchiere sempre mezzo vuoto, ma di prendere atto di una realtà con cui interi settoriproduttivi – dall’industria al commercio, dall’artigianato alla cantieristica – devonoconvivere. La grave sofferenza in cui versano numerosi imprenditori, che una voltarappresentavano la linfa economica della città, è un segnale chiaro di un sistema chenon funziona più come dovrebbe e che sta portando il nostro territorio verso unadesertificazione che riguarderà tutti i comparti e la cui portata avrà conseguenzepesantissime non solo per Taranto, ma per tutto il Paese.È urgente intervenire sulla riqualificazione dello stabilimento ex ILVA, sulla ripresadel Porto, sulla cantieristica navale e sull’housing sociale. Lo sappiamo tutti. Eppuresiamo ancora in una fase di stallo. Ho già sostenuto in altre circostanza che alla cittàserve un piano serio e concreto, non promesse riproposte di anno in anno e gareinternazionali che rimangono senza esito dopo cauti (ma comunque ingiustificati)entusiasmi iniziali.
Oggi Taranto paga un prezzo altissimo: non solo perdite economiche, ma anche unacrisi sociale di cui si stanno avvertendo segnali inquietanti e che, quel che è peggio,rischia di degenerare. Non possiamo più permetterci di assistere passivamenteall’emergere di reati e tensioni, mentre la città perde pezzi della propria identità edella propria dignità.Chiediamo alle Istituzioni – a tutti i livelli – di agire subito, con coraggio edeterminazione. Più volte è stato affermato che Taranto è strategica per il resto delPaese: ebbene, è giunto il momento di dimostrarlo. E per farlo si cominci a risolvereil dossier più complesso: quello dell’ex ILVA. Il rilancio produttivo dello stabilimento siderurgico è possibile facendo leva su una tecnologia pulita capace di far ripartire in tempi brevi la produzione di acciaio in chiave green garantendo la salvaguardia della salute e dell’occupazione. Vogliamo vedere posare la prima pietra del nuovo stabilimento ridimensionato, ma operativo, vogliamo assistere ad investimenti concreti in infrastrutture come quella del Porto, vogliamo politiche che rivitalizzino il commercio, vogliamo controlli più serrati che garantiscano la sicurezza e la legalità sul territorio.
Ma Taranto ha bisogno non solo di un piano industriale che sia serio, ambizioso, sostenibile e compatibile con le esigenze di un territorio duramente provato da scelte di un’epoca passata e che oggi nessuno avrebbe il coraggio di riproporre. Taranto ha bisogno di essere messa nelle condizioni di creare quella diversificazione economica che, vedendo protagonisti anche le attività commerciali, l’artigianato, la cantieristica,il turismo, la elevi a modello credibile di sviluppo.Forse, è arrivato davvero il momento di considerare Taranto non come un “problemada gestire”, ma come una risorsa di cui avvalersi nel rispetto della salute,dell’ambiente e del lavoro. Questo concetto lo andiamo ripetendo da tempo, maadesso l’importante è che sia fatto proprio anche da coloro che mostrano interesse apuntare su una città che ha tantissime potenzialità, molte delle quali ancorainespresse.Adesso più che mai, dobbiamo lavorare per il territorio, convinti che sia giunto ilmomento di cambiare una narrativa in cui non ci riconosciamo ormai da tempo.Taranto non è solo una città da “salvare”, ma una comunità da valorizzare.
Noicittadini, imprenditori, sindacati e associazioni siamo pronti a fare la nostra parte, maserve un impegno chiaro e senza più ritardi da parte di chi ha la responsabilità digovernare.Il futuro di Taranto dipende dalle scelte che farete oggi. Non traditeci con silenzi emezze misure. Date a Taranto il rispetto, la speranza e il riscatto che merita



