di Francesca Leoci
In Italia, un numero crescente di persone è costretto a rinunciare alle visite mediche per motivi economici. Nel settore odontoiatrico, le spese sono quasi completamente a carico dei cittadini
Chi non può permetterselo, non si cura. È la triste realtà di una popolazione per la maggior parte a basso reddito, che davanti alla necessità di cure sanitarie fa un passo indietro a causa dei costi elevati. Secondo il recente Report dell’Osservatorio Gimbe, nel 2023 il 7,6% degli italiani ha dovuto rinunciare alle prestazioni sanitarie, con picchi ancora più elevati in alcune regioni come la Puglia, dove la percentuale sale all’8,4%.

Il quadro si fa ancora più preoccupante nel settore odontoiatrico, come evidenzia un’indagine condotta da Altroconsumo su oltre mille cittadini. Negli ultimi due anni, un quinto degli intervistati ha cancellato o posticipato le visite dentistiche, mentre tre persone su dieci non effettuano controlli regolari, principalmente per ragioni economiche.
L’assicurazione non basta
La situazione è resa particolarmente critica dal fatto che le cure dentistiche in Italia sono quasi completamente a carico dei cittadini, con il Servizio Sanitario Nazionale che interviene solo parzialmente per le fasce più deboli della popolazione. Anche la soluzione assicurativa privata si rivela spesso inadeguata: il 15% degli italiani che dispone di una copertura assicurativa per le cure dentistiche manifesta insoddisfazione per l’entità dei rimborsi e le tempistiche di erogazione.
Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo, sottolinea come la spesa sanitaria pubblica italiana, attestandosi al 6,2% del Pil, sia significativamente inferiore alla media europea del 6,8%. La spesa pro capite di 3.574 dollari è ben al di sotto dei 4.470 dollari dei paesi Ocse, evidenziando un sottodimensionamento strutturale del sistema sanitario nazionale.
L’importanza della prevenzione
Preoccupa inoltre la scarsa consapevolezza dell’importanza della prevenzione: il 35% degli italiani non considera necessari i controlli dentali regolari, mentre oltre la metà non utilizza strumenti fondamentali per l’igiene orale come il filo interdentale. Un atteggiamento che rischia di trasformare problemi di piccola entità in interventi più complessi e costosi, come già accaduto al 24% di coloro che hanno rimandato le visite.


