Dopo aver al Governo un documento contenente proposte d’intervento, nel corso del vertice tenuto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per discutere sulle misure di sostegno al reddito per l’indotto ex ILVA, il presidente di CONFAPI Taranto, ing. Fabio Greco, esprime le sue perplessità
“Il problema non è solo delle imprese dell’indotto, che nel decreto preparato dal Governo viene ritenuto strategico. Il problema è molto più ampio perché riguarderà l’intera città di Taranto in quanto la crisi sarà esponenziale in tutti i settori.”
A lanciare l’allarme è stato il presidente di CONFAPI Taranto, ing. Fabio Greco, nel corso del vertice svoltosi questa mattina presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per discutere sulle misure di sostegno al reddito per l’indotto. Il massimo rappresentante dell’Associazione che tutela le piccole e medie industrie dell’area ionica sta apprezzando il tentativo del Governo di mettere a punto strumenti in grado di garantire, anche se temporaneamente, aiuti economici ai lavoratori (è stato annunciato che la cassa integrazione a zero ore sarà concessa dal prossimo ottobre a febbraio 2027), ma su questo il presidente Greco ha voluto chiarire che “la città ed il suo territorio non vogliono diventare luoghi in cui si debba dipendere da misure assistenziali dovute al fallimento di scelte industriali o alla mancanza di alternative in grado di garantire un processo di diversificazione, che, in ogni caso, richiede soluzioni capaci di sostenere sia il mantenimento dei collaboratori sia eventuali percorsi di mobilità verso nuovi mercati.” Ed è proprio partendo da questi presupposti che CONFAPI, basandosi sul corposo documento contenente spunti e proposte su come favorire soluzioni per lo sviluppo e per la tutela dell’indotto, ha inteso sollecitare il Governo e le Istituzioni competenti ad adottare rapidamente un quadro di interventi organico, stabile ed adeguato alla portata della crisi con l’obiettivo che il territorio possa affrontare la transizione industriale con strumenti efficaci salvaguardando la capacità produttiva e professionale.
“Facendo leva sul documento già inviato nei giorni scorsi da CONFAPI Nazionale alle Istituzioni -continua il presidente Greco- abbiamo sottoposto all’attenzione dei rappresentanti del Governo numerose proposte. Fra queste spicca quella relativa alla stesura di una legge speciale con la creazione di una “No tax area” fino al dicembre del 2027. Misure che possono costituire, insieme ad altre di natura fiscale ed industriale, una buona base per garantire continuità operativa alle aziende, tutelare l’occupazione e preservare le competenze presenti sul territorio. Ma non solo. Si propone per le imprese interessate l’estensione fino al 2028 della Cassa Integrazione a costo zero attraverso l’azzeramento del contributo addizionale e degli ulteriori oneri direttamente collegati all’utilizzo dello strumento. In questo modo si permetterebbe alle imprese dell’indotto di affrontare la fase di transizione senza ulteriori aggravi economici e, al contempo, salvaguardare i livelli occupazionali.”
In ogni caso le proposte di CONFAPI, come spiega il presidente dell’Associazione territoriale, non si fermano a queste appena illustrate. “Nel nostro documento, a cui il Ministero del Lavoro presterà la massima attenzione per determinare nuovi sviluppi dopo la messa a punto di alcuni passaggi con altri Dicasteri, si chiede di valutare l’inserimento di un esonero contributivo del 50% per le assunzioni a tempo determinato dei collaboratori appartenenti all’area di crisi di Taranto per favorire l’occupazione immediata. Inoltre stimiamo opportuno un adeguamento della soglia di esenzione fiscale e contributiva delle indennità di trasferta, allo scopo di renderla maggiormente coerente con gli attuali costi sostenuti da imprese e collaboratori. Tengo a precisare che la misura assumerebbe particolare rilevanza per le imprese dell’indotto che, proprio al fine di preservare i livelli occupazionali, sono costrette a ricercare nuove commesse al di fuori del territorio. Poi, nella medesima prospettiva, si propone di non tassare le ore di lavoro straordinario effettuate durante le trasferte.”
“In definitiva -conclude il presidente Greco-, con il nostro documento abbiamo ritenuto di fornire un contributo per favorire interventi la cui urgenza è incontestabile. Taranto ha bisogno di certezze, l’epoca delle misure temporanee è finita. Le imprese, i lavoratori, i cittadini meritano una strategia chiara, continua e finalmente all’altezza delle sfide che si dovranno affrontare.”



