Dopo il vertice col Governo, Gambardella e Rizzo rispondono
Per la Uilm e’ ancora “insufficiente il pacchetto” di proposte per i lavoratori dell’ex Ilva, di Acciaierie d’Italia in As e per l’indotto relativi alla “cassa integrazione in deroga per quanto riguarda l’indotto, l’integrazione alla cassa integrazione per i lavoratori dell’Ilva e di AdI in As e il pacchetto di incentivazione alle imprese per i ricollocamenti”.
Lo ha affermato Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, al termine dell’incontro al ministero del Lavoro sull’ex Ilva. In particolare, per la Uilm, mancano gli approfondimenti “sulla questione del pensionamento anticipato” per quanto riguarda i lavori usuranti e sia per quanto riguarda l’incentivazione all’esodo: “Noi vogliamo – hanno spiegato al punto stampa – che le persone dopo 14 anni di sofferenze possano avere la possibilità di potersi scegliere anche un percorso alternativo e questo è un importante aspetto su cui noi continueremo ad insistere, quindi la valutazione è che la discussione deve ancora essere affrontata nel merito” (Fonte Borsa Italiana)
La reazione Francesco Rizzo, Esecutivo Nazionale Usb
“Bene quello che mettiamo in cassaforte, quindi la conferma per il 2027 della Cigs per i lavoratori diretti e Ilva in As, l’ integrazione salariale e lo strumento per l’ appalto, ma non riteniamo queste misure straordinarie” lo dichiara Rizzo al termine del vertice col Governo. USB fa sapere nella nota stampa che si aspettava di discutere di lavoro usurante, riconoscimento amianto, Lpu, tfr per i lavoratori di Ilva in As. In sostanza ci aspettavamo risposte efficaci a tutto quello che i lavoratori hanno subito da ogni punto di vista: “Nulla di tutto ciò, solo piccole flebo, al posto di una cura vera e sostanziosa. Si ripropone sempre la stessa logica che sposta i problemi in avanti. Inoltre il riconoscimento dell’amianto e del lavoro usurante, è un diritto che ci siamo guadagnati lavorando in un posto dove è stata certificata la presenza massiccia di amianto e di peggiori sostanze inquinanti, e sotto pressioni psicologiche non indifferenti. Non certamente un favore come qualcuno vuole lasciare intendere”.
Gli incentivi all’esodo per mettere in condizione i lavoratori di rimettersi in gioco in altri ambiti, secondo USB vanno riconosciuti e non vanno più date risorse ai privati, che significa sperpero di denaro pubblico: “Bisogna investire sui lavoratori e sulle famiglie, che stanno pagando il prezzo più alto degli errori fatti dai Governi negli ultimi quindici anni. Attendiamo l’incontro a Palazzo Chigi, che per noi sarà l’ultimo. O si cambia atteggiamento, o da parte nostra ci sarà una durissima reazione, se il Governo dovesse continuare a non dare priorità alla persona, e a mettere in discussione la stabilità economica e non solo delle famiglie” conclude Rizzo di USB Nazionale.



