La sindaca: “Congelare parte della lettera dei commissari che riguarda questi stabilimenti”
Nn c’è alcuna motivazione industriale per trattare in questo modo gli stabilimenti del Nord quando il mercato richiede le loro lavorazioni: basterebbe un accordo sui mercati internazionali per l’approvvigionamento delle materie prime e il problema non esisterebbe”.
Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in corteo assieme ai lavoratori dell’ex Ilva. “La nostra è una vicinanza sostanziale a una vertenza vissuta in modo ancora più assurdo, perché qui ci sono tutte le caratteristiche per andare avanti: lo stabilimento funziona, i lavoratori vogliono solo lavorare e il mercato richiede i prodotti realizzati a Genova.
Non c’è alcun motivo per fermare gli impianti — ha sottolineato Salis —. La materia prima verrebbe acquistata per poi essere rivenduta lavorata, quindi non si tratterebbe affatto di un’operazione a perdere, ma di un dovere del governo visto che ci sono in gioco le vite delle persone. Va congelata la parte della lettera dei commissari che riguarda questi stabilimenti: non può valere lo stesso discorso per tutti i siti italiani perché hanno dinamiche completamente diverse da Taranto. È questo ciò che Genova sta rivendicando con forza», ha concluso la sindaca al cui fianco il coordinatore della Rsu Fiom Armando Palombo ha ribadito come “Genova, Racconigi, Paderno Dugnano, Porto Marghera e Milano contino duemila lavoratori a rischio cassa integrazione senza fine e senza un progetto industriale”. (Ansa)



