Il fondo americano resterà due giorni per trattare con le amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia l’acquisto dell’intera azienda
Una delegazione del fondo americano Flacks Group sarà da oggi, 9 febbraio, nell’ex Ilva di Taranto e nel siderurgico vi resterà due giorni. Flacks è il fondo che sta trattando con le amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia l’acquisto dell’intera azienda con tutti i suoi stabilimenti dopo che l’offerta presentata nelle scorse settimane è stata reputata, sia dai commissari che dai comitati di sorveglianza, la migliore, tant’è che nei giorni scorsi il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha formalmente autorizzato gli stessi commissari a trattare in esclusiva con Flacks.
A quanto si apprende, la visita di Flacks a Taranto – la seconda, essendoci stata la prima a fine novembre 2025 – era prevista ma non da oggi. I rappresentanti americani, che giorni fa sono stati anche a Genova e Novi Ligure, hanno deciso di anticiparla e questo ha portato i vertici di Acciaierie d’Italia a rivedere i propri programmi per la giornata. All’arrivo degli emissari di Flacks saranno presenti uno dei tre commissari di AdI, Giancarlo Quaranta, e il direttore generale della società Maurizio Saitta. La delegazione di Flacks comprenderà solo tecnici e non lo stesso investitore Michael Flacks, la cui base è Miami, che di recente è stato in Italia, a Milano dove ha incontrato i commissari, e che viene probabilmente dato di ritorno in Italia nel giro di due settimane se le trattative in corso per l’ex Ilva dovessero evolvere. Questi, infatti, sono anche i giorni in cui si sta provando a definire un assetto industriale per l’Ilva che verrà, cercando di affiancare a Flacks altri soggetti come Metinvest, gruppo ucraino, e gli italiani Marcegaglia e Danieli.
Il ruolo di Marcegaglia si esprimerebbe attraverso la conferma e il loro possibile incremento dei volumi di acciaio acquistati dall’ex Ilva dal gruppo di Mantova, che della fabbrica siderurgica è già un cliente storico.
«Flacks Group – ha affermato nei giorni scorsi direttamente Michael Flacks – ha monitorato la situazione dell’ex Ilva sin dalla sua iniziale richiesta di insolvenza. Abbiamo seguito con grande attenzione l’evolversi della situazione e le varie fasi che si sono susseguite. Dopo che Baku Steel si è ritirata, oramai diversi mesi fa, abbiamo espresso il nostro interesse. Flacks Group segue solo situazioni che sono “rotte e stanche”. Una volta avviato il nostro piano per la fabbrica – ha poi aggiunto l’investitore americano che promette un piano da alcuni miliardi – l’obiettivo sarà quello di accelerare e di raggiungere una produzione di 4 milioni di tonnellate di acciaio nel primo anno di attività. Entro 18 mesi, poi, prevediamo che la produzione salga a 6 milioni di tonnellate. Il nostro programma di intervento prevede di mantenere 6.500 posti di lavoro, inclusa la formazione di nuova forza lavoro più giovane. Con i forni elettrici, nel tempo, si potrebbe arrivare fino a 9-10 mila posti in tutte le sedi. Uno degli obiettivi è quello di incrementare la forza lavoro». Qualche giorno fa proprio a Taranto i sindacati, attraverso Rocco Palombella della Uilm e Lori Scarpa della Fiom Cgil, hanno ribadito le loro critiche severe a Flacks (per Palombella “le sue dichiarazioni rischiano di farci passare dalla drammaticità all’essere ridicoli” e per Scarpa “di Flacks non ci interessa neanche discuterne”) e rinnovato la richiesta di incontro immediato con il Governo. Richiesta che potrebbe essere di nuovo formalizzata in questa settimana a Palazzo Chigi.


