Il 27 ottobre incontro a Palazzo Chigi. Nella nota le segreterie territoriali ringraziano i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e delle aziende dell’appalto per la partecipazione alle iniziative di protesta
Le cinque giornate di sciopero hanno prodotto i primi risultati, ma la mobilitazione non si ferma. Le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto ringraziano i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e delle aziende dell’appalto per la partecipazione alle iniziative di protesta, sottolineando la determinazione dimostrata nonostante la cassa integrazione, le difficoltà economiche e l’incertezza sul futuro occupazionale.
Le organizzazioni sindacali spiegano di aver mantenuto costantemente i contatti con i lavoratori attraverso assemblee partecipate, condividendo i diversi passaggi di una vertenza che, secondo le sigle, non può più essere ignorata. Al centro della protesta ci sono la tutela del reddito, la salvaguardia dell’occupazione e la necessità di garantire un futuro alle famiglie coinvolte.
I sindacati ribadiscono inoltre che i lavoratori dell’ex Ilva non devono essere oggetto di insulti e attacchi, ma riconosciuti come parte integrante della comunità tarantina. L’obiettivo, sottolineano, è consentire al territorio di superare la fase di crisi coniugando lavoro, salute e ambiente, senza essere costretti a scegliere tra il diritto all’occupazione e quello alla salute.
Tra i risultati rivendicati dalle organizzazioni sindacali c’è l’incontro in Regione Puglia, ottenuto dopo una specifica richiesta. Grazie alla mediazione del presidente Antonio Decaro, del sindaco di Taranto Piero Bitetti e alla disponibilità dei capigruppo regionali di maggioranza e opposizione, è stato condiviso e sottoscritto il documento elaborato dal Consiglio di fabbrica unitario il 7 ottobre 2026. Il testo era stato sottoscritto dai lavoratori di ADI in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria, appalto e indotto, oltre che dalle segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb.
Un altro passaggio significativo è arrivato dall’incontro con il prefetto di Taranto, che ha comunicato una nuova convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre, attribuita alle iniziative di mobilitazione messe in campo dai lavoratori. L’appuntamento si aggiunge alla riunione già fissata per il 20 ottobre alle ore 16 al Ministero del Lavoro, dedicata alle misure straordinarie richieste dalle organizzazioni sindacali.
Per Fim, Fiom, Uilm e Usb, le iniziative di protesta hanno dunque prodotto i primi risultati. A partire dal confronto del 20 ottobre, le sigle valuteranno le prossime azioni, con l’obiettivo di arrivare a Roma insieme ai lavoratori per ottenere risposte sul rilancio produttivo dello stabilimento, sulla tutela del reddito e dell’occupazione e sull’adozione di un piano industriale fondato su una produzione decarbonizzata, sostenibile e compatibile con la salute.
I sindacati ricordano che, durante l’assemblea di lunedì, erano stati individuati due obiettivi: aprire un percorso istituzionale concreto e garantire la partecipazione dei lavoratori all’appuntamento romano. Entrambi, sostengono, sono stati raggiunti.
Ora la richiesta è rivolta al Governo, chiamato dalle organizzazioni sindacali ad assumersi le proprie responsabilità attraverso investimenti e risorse certe, interventi a sostegno delle imprese dell’appalto e dell’indotto e una prospettiva industriale che preveda il coinvolgimento diretto dello Stato. Una strategia che, secondo le sigle, dovrà garantire continuità occupazionale, transizione ecologica e futuro industriale.
La mobilitazione, concludono Fim, Fiom, Uilm e Usb, proseguirà fino all’arrivo di risposte concrete sul lavoro, sul reddito, sulla salute e sul futuro di Taranto.



