Le associazioni del territorio scrivono al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia di Taranto, ai sindaci di Taranto e Statte e alle segreterie provinciali di FIOM, FIM, UILM e USB
Le associazioni del territorio, (Genitori tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, LMO – sindacato di base e Terra Jonica) sentiti i vari punti di discussione e pareri scaturiti dall’assemblea pubblica del 30 gennaio stigmatizzano con forza “la totale indisponibilità, da parte delle massime cariche della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e dei comuni di Taranto e Statte (figure che siedono ai tavoli decisionali del futuro dell’ex Ilva), all’ascolto delle realtà associative, portatrici degli interessi collettivi della comunità jonica; la mancanza di responsabilità politica del sindaco di Taranto, pronto a delegare politici che attualmente non rivestono alcun incarico e assessori della sua giunta, alla richiesta di chiarimenti in merito al mancato ricorso al TAR contro l’ultima AIA dell’attuale governo. Si vuole ricordare, su questo punto, che qualsiasi ricorso al TAR è prerogativa esclusiva del sindaco.” Lamentano
Ed ancora disapprovano, “i continui appelli, che cadono puntualmente nel vuoto, del sindaco di Taranto all’attuale presidente del Governo, che denotano un’attitudine alla sottomissione, francamente insopportabile da cittadini e lavoratori che da decenni soffrono l’egemonia di un’azienda che ha azzerato qualsiasi opportunità di sviluppo sostenibile; le richieste dei rappresentanti sindacali di FIOM, FIM, UILM e USB, falsamente propensi a improponibili cambi di produzione, ma astutamente schierati per la continuità produttiva attuale, senza alcuna garanzia per la salute e la sicurezza persino degli operai che dovrebbero tutelare.”
Le associazioni rilevano inoltre “l’assoluta incapacità di imporre il volere dei cittadini, proiettato verso la chiusura totale dell’acciaieria, lo smantellamento della stessa, il recupero del territorio attraverso decontaminazione e bonifiche a cura degli attuali dipendenti diretti e indiretti.”
Pretendono dunque “il rispetto della Convenzione di Aarhus che prevede la presenza attiva dei portatori di interessi collettivi delle comunità nelle discussioni che riguardano il futuro di un territorio. A tale proposito, si dichiarano già da ora disponibili a sedere ai tavoli decisionali del futuro del territorio tarantino, a partire da quelli dedicati all’ex Ilva. Si conferma, altresì, la disponibilità a incontrare le Istituzioni in indirizzo per confronti costruttivi su tematiche mirate ad assicurare un presente e un futuro sostenibili all’intera comunità jonica.”


