La richiesta arriva in un momento particolarmente delicato, in concomitanza con l’ipotesi di vendita dello stabilimento e con l’interesse manifestato dal gruppo statunitense Flacks per l’acquisizione degli asset
Il Consiglio d’Europa ha inviato al Governo italiano una richiesta formale per la presentazione di un nuovo e aggiornato piano di azione volto a verificare l’effettiva esecuzione della sentenza del 2019 con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato l’incapacità dello Stato di tutelare i cittadini esposti alle emissioni dell’ex Ilva di Taranto, nonostante la piena consapevolezza dei rischi ambientali e sanitari.
Da anni gli impianti del siderurgico tarantino sono sotto la costante osservazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, l’organo incaricato di vigilare sull’attuazione delle sentenze Cedu. Ora l’esecutivo italiano è chiamato a dimostrare di aver dato seguito agli impegni assunti, in particolare per quanto riguarda le misure strutturali.
Tra i punti chiave richiesti figurano l’aggiornamento del Piano ambientale, lo stato di avanzamento degli interventi per la riduzione delle emissioni, la realizzazione di studi indipendenti sugli effetti delle sostanze nocive su aria, acqua e suolo, l’adozione di criteri scientifici alla base delle autorizzazioni all’esercizio e la disponibilità di strumenti giudiziari efficaci per prevenire nuovi danni alla salute e all’ambiente.
Il Governo dovrà inoltre fornire chiarimenti sull’applicazione della normativa introdotta nel 2023 in materia di immunità penale per i dirigenti, tema che ha sollevato rilievi e preoccupazioni a livello europeo. L’obiettivo del Consiglio d’Europa è verificare se l’ex Ilva possa oggi essere considerata compatibile, sulla base di evidenze scientifiche inequivocabili, con la tutela dell’ambiente e della salute umana.
La richiesta arriva in un momento particolarmente delicato, in concomitanza con l’ipotesi di vendita dello stabilimento e con l’interesse manifestato dal gruppo statunitense Flacks per l’acquisizione degli asset dell’ex Ilva.


