Il sindacato esprime preoccupazione per la trattativa a ribasso con Jindal
Pubblichiamo la nota per intero
“Le notizie pubblicate dalla stampa nelle ultime ore, che parlano di una trattativa per la vendita della fabbrica sempre più definita con Jindal, ci preoccupa, e non poco. Dopo molti anni di immobilismo colpevole della politica, abbiamo ben chiara la situazione tanto da poter dire, senza timore di essere smentiti, che al momento l’ex Ilva necessita di investimenti corposi che solo lo Stato può mettere in campo. Come primo passo, vanno date risposte ai lavoratori attraverso il pacchetto di proposte che, come Usb, abbiamo presentato a tutti i Governi che si sono avvicendati di recente, che comprenda il riconoscimento della siderurgia tra I lavori usuranti, l’incentivo all’esodo, e Lavori di Pubblica Utilità sui Comuni di appartenenza. Per intraprendere una strada seria e credibile, unico soggetto lo Stato che deve controllare la gestione dell’acciaieria, e che deve partire da un intervento straordinario, perché straordinaria è la situazione. Solo la presenza del pubblico può garantire la strada della decarbonizzazione che porti definitivamente ad un modo di produrre acciaio che non sia in contrasto con la salute e l’ambiente.In vista della convocazione a Palazzo Chigi del 28 luglio prossimo, auspichiamo finalmente una presa di coscienza in questo senso che possa interrompere un circolo vizioso di cui continuano a fare le spese i lavoratori”



