I sindacati: “Siamo fortemente preoccupati ma stiamo monitorando l’iter del Dl Lavoro e pensando a soluzioni alternative; se non avremo risposte certe sarà mobilitazione”
Pasqua amara per i 330 lavoratori portuali ex TCT e le loro famiglie: il 31 marzo, data di scadenza della TPWA, è alle porte e dal Governo ancora non perviene nessuna risposta in merito alla proroga dello strumento normativo che consente l’erogazione dell’IMA e la prosecuzione della clausola sociale.
“Stiamo continuamente monitorando l’andamento dell’Iter di proroga dello strumento normativo che consente l’esistenza della Taranto Port Workers Agency attraverso un contatto continuo con la AdSP del Mar Ionio, i deputati Ionici e le rispettive Segreterie Nazionali.
Purtroppo ad oggi la discussione degli emendamenti relativi alla conversione in legge del Dl Lavoro alla Camera dei Deputati non è stata ancora calendarizzata e quindi non si hanno ad oggi certezze sull’orientamento del Governo circa la prosecuzione ed il relativo rifinanziamento dello strumento di politica attiva del lavoro nonostante, per convesso, questa ipotesi non si sia mai negata nettamente da alcuno e sostenuta da più parti”.
Questo quanto dichiarato dalle sigle sindacali FILT CGIL, FIT CISL, Uiltrasporti in una nota congiunta.
“Per queste ragioni – continuano i sindacati – pur fortemente preoccupati circa questo ulteriore ritardo nella definizione di una questione di vitale importanza per centinaia di famiglie Tarantine continueranno a monitorare, dopo la pausa istituzionale concomitante con le festività di Pasqua, l’andamento dell’Iter autorizzativo della conversione del Dl lavoro con particolare riferimento alla proroga della TPWA.
Nel contempo si stanno con la stessa determinazione definendo ulteriori soluzioni, da mettere in campo in caso di mancato inserimento del sopra citato Dl lavoro della indispensabile proroga, al fine di tutelare la platea di lavoratrici e lavoratori in oggetto consentendo lo sviluppo dei Corsi di riqualificazione professionali finanziati da Regione Puglia e AdSP già al centro dell’Intesa recentemente sottoscritta con la Task Force per l’occupazione”.
“Comprendendo e condividendo tutte le preoccupazioni dei lavoratori che sono le nostre, da anni – conclude la nota – chiedono di avere ancora una volta pazienza nell’attendere che gli eventi si sviluppino e ci consentano di individuare e mettere in campo le migliori soluzioni per la tutela di questa platea di lavoratrici e lavoratori, sottolineando come ove perdurasse questa incertezza senza l’individuazione di misure alternative per la risoluzione della problematica, saremo costretti inevitabilmente alla mobilitazione”.