A Valenzano esperti di nutrizione, endocrinologia e medicina di laboratorio hanno approfondito i diversi aspetti del percorso di cura, dal trattamento farmacologico al follow-up
Le nuove terapie incretiniche stanno aprendo prospettive importanti nel trattamento dell’obesità, ma la loro efficacia richiede un approccio che vada oltre la prescrizione farmacologica. È questo il tema al centro del congresso scientifico che si è svolto il 10 ottobre 2026 nella Sala Convegni di Tecnopolis, a Valenzano, dedicato alle nuove frontiere delle terapie incretino-mimetiche.
Responsabili scientifici dell’iniziativa sono stati il dottor Mario Mauro Amato e il dottor Gianmaria Sanchez. L’incontro ha riunito professionisti di diverse discipline per approfondire i principali aspetti del percorso terapeutico: appropriatezza prescrittiva, valutazione metabolica, alimentazione, attività fisica, monitoraggio degli effetti indesiderati e mantenimento dei risultati nel tempo.
Dalla terapia farmacologica alla personalizzazione delle cure
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata alla qualità del dimagrimento. Il dottor Gianmaria Sanchez, biologo nutrizionista, ha evidenziato l’importanza di valutare la composizione corporea e la forza muscolare, associando un adeguato apporto proteico all’esercizio fisico. L’obiettivo è preservare la massa muscolare durante il calo ponderale e favorire risultati più stabili.
Il dottor Mario Mauro Amato, biologo laboratorista, ha approfondito il ruolo della medicina di laboratorio nella prevenzione e nel monitoraggio del rischio cardiometabolico. Nel suo intervento ha illustrato strumenti e parametri di valutazione, tra cui il modello HOMA-2, la fruttosamina e la glicemia a un’ora, nell’ottica di una gestione più mirata del singolo paziente.
Il tema dell’appropriatezza prescrittiva è stato al centro della relazione della dott.ssa Carmen Annunziata, specialista in Endocrinologia e Diabetologia, che ha esaminato le nuove opzioni farmacologiche, dagli agonisti del recettore GLP-1 ai tripli agonisti, con particolare attenzione alla definizione di percorsi terapeutici personalizzati.
Benessere, alimentazione e continuità assistenziale
Il congresso ha affrontato anche gli aspetti emotivi e relazionali legati al trattamento. La dottoressa Claudia Sangirardi ha posto l’accento sulla qualità della vita e sulla dimensione emotiva, relazionale e del desiderio, elementi che possono incidere sull’esperienza del paziente durante il percorso terapeutico.
La dottoressa Lorena Tondi ha proposto strategie nutrizionali pratiche e flessibili per affrontare le esigenze della quotidianità durante il trattamento, mentre la dott.ssa Laura Solito, biologa laboratorista, ha approfondito il contributo del monitoraggio di laboratorio nell’individuazione e nella gestione tempestiva di eventuali effetti indesiderati.
La prospettiva di lungo periodo è stata sviluppata dalla dott.ssa Paola Toma, che ha richiamato l’attenzione sul mantenimento dei risultati, sulla costruzione di abitudini salutari e sulla continuità dell’assistenza.
A moderare i lavori sono stati il dottor Marco Giaimis, presidente ABIFB, e il dottor Maurizio Durini, consigliere uscente dell’Ordine dei Biologi. Il confronto ha favorito il dialogo tra le diverse competenze professionali, con uno sguardo anche alla formazione delle nuove generazioni di biologi.
Il confronto con le istituzioni e le rappresentanze professionali
Spazio anche al dialogo istituzionale e associativo, con la partecipazione della presidente Tiziana Stallone, intervenuta con i saluti dell’ENPAB, di Antonio Costantini per Federbiologi, del dottor Cosimo De Angelis e della dottor Adelia Aquilano per Confsalute e del dott. Giovanni Parisi per Confapi.
Nel corso dell’iniziativa è emerso il valore della collaborazione tra professionisti sanitari, enti previdenziali, associazioni di categoria e istituzioni, in un settore in cui l’integrazione delle competenze rappresenta un elemento centrale per la qualità dell’assistenza.
Il congresso di Tecnopolis ha riportato così l’attenzione su una questione fondamentale nella cura dell’obesità: affiancare alle opportunità offerte dai nuovi farmaci un percorso individualizzato, capace di integrare valutazione clinica, alimentazione, attività fisica e attenzione al benessere complessivo della persona. Una strategia che punta non soltanto al calo ponderale, ma anche alla tutela della salute e al mantenimento dei risultati nel tempo.



