Al centro del confronto l’applicazione in Puglia del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla figura dell’Operatore socio-sanitario. OPI e ASSOAFOP chiedono alla Regione di attivare il Tavolo tecnico.
Si è tenuto presso la sede dell’OPI di Taranto il Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Puglia (OPI Puglia), presieduto dal dott. Pierpaolo Volpe, con la partecipazione della presidente di ASSOAFOP, dott.ssa Silvia Nascetti. Al centro dell’incontro, il confronto sull’applicazione in Puglia del nuovo Accordo Stato-Regioni relativo alla figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS).
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto istituzionale e tecnico tra il sistema ordinistico delle professioni infermieristiche e gli organismi formativi accreditati, in una fase di transizione normativa che interessa il riordino della disciplina regionale dei corsi OSS.
OPI Puglia e ASSOAFOP hanno richiamato l’esigenza di rendere pienamente operativo il Tavolo Tecnico regionale istituito dalla Regione Puglia con DGR n. 613 del 19 maggio 2026, indicato come sede centrale di concertazione, monitoraggio e accompagnamento della fase di adeguamento al nuovo assetto normativo. La deliberazione assegna al Tavolo anche il compito di coordinare le modifiche alla normativa regionale vigente e di seguire la fase sperimentale di prima applicazione.
Il Tavolo è considerato dalle parti uno strumento essenziale per garantire l’attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, recepito dalla Regione Puglia con DGR n. 230 del 10 marzo 2026, assicurando uniformità applicativa, qualità della formazione, tutela degli allievi e coerenza con i fabbisogni del sistema sanitario e socioassistenziale.
Nel corso del confronto è stata inoltre evidenziata la necessità di adottare linee guida operative per la fase transitoria, al fine di superare le attuali criticità che stanno determinando ritardi e difficoltà nei procedimenti di riconoscimento e autorizzazione dei corsi OSS autofinanziati.
OPI Puglia e ASSOAFOP sollecitano l’attuazione degli indirizzi già contenuti nella DGR n. 613/2026, che affida alla Sezione Formazione il compito di predisporre una circolare esplicativa sulle modalità applicative dell’addendum per i corsi in corso e di prossima attivazione, garantendo omogeneità dei titoli rilasciati.
“La fase transitoria non può tradursi in un blocco dell’offerta formativa né in una sospensione indefinita delle procedure di autorizzazione”, si legge nella nota. “Occorre invece adottare disposizioni chiare e immediatamente applicabili, capaci di coniugare i nuovi standard nazionali con la necessità di garantire continuità alla formazione di una figura centrale per il sistema di cura”.
L’OSS viene definito come una risorsa strategica nei diversi contesti assistenziali, sanitari e socio-sanitari. Per questo, sottolineano le due organizzazioni, la formazione deve essere rigorosa e coerente con i nuovi requisiti, con particolare attenzione alla durata dei percorsi, alla qualità del tirocinio, ai requisiti di docenti e tutor e alla composizione delle commissioni d’esame.
OPI Puglia e ASSOAFOP chiedono inoltre di evitare interpretazioni difformi sul territorio regionale e soluzioni frammentarie, auspicando un metodo stabile di confronto tra Regione, Ordini professionali ed enti accreditati.
In tale prospettiva, le due realtà sollecitano la convocazione urgente del Tavolo Tecnico e l’adozione, nelle more del completamento del quadro regolamentare, di linee guida transitorie che consentano la ripresa ordinata dei procedimenti di autorizzazione dei corsi.
“L’obiettivo è duplice”, conclude la nota: da un lato garantire percorsi formativi coerenti con gli standard nazionali e adeguati ai bisogni assistenziali; dall’altro evitare che gli aspiranti OSS pugliesi siano costretti a formarsi in altre regioni, con conseguente aggravio di costi e perdita di risorse per il territorio.
OPI Puglia e ASSOAFOP confermano infine la disponibilità a collaborare con la Regione per una disciplina chiara, stabile e qualificante della formazione OSS, nell’interesse degli allievi, del sistema formativo e del comparto socio-sanitario regionale.



