La proposta del consigliere regionale dopo l’appuntamento in assise con la seduta monotematica sulla sanità
“La sanità pugliese è a un punto di non ritorno e il Consiglio regionale monotematico di ieri ne è la conferma plastica. Non possiamo più permetterci di perdere tempo mentre i cittadini soffrono” così dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Renato Perrini, che nel corso dell’intervento ha acceso i riflettori sulla preoccupante gestione del nuovo ospedale di Taranto.
“La verità sul San Cataldo – prosegue il consigliere – va detta chiaramente: di questo passo, a causa di una programmazione sanitaria totalmente inadeguata, l’ospedale non aprirà prima del 2030. Ho sempre detto che per far funzionare questa struttura mancano le risorse necessarie. La realtà, che nessuno ha mai voluto prevedere o ammettere precedentemente, è che una volta aperto il San Cataldo costerà tra i 60 e i 70 milioni di euro in più all’anno solo per il personale e le attività connesse. Cifre enormi che non sono mai state pianificate nei bilanci sanitari regionali”. Oggi, il San Cataldo da chiuso ci costa già un milione e mezzo di euro all’anno tra elettricità, manutenzioni e costi dei macchinari già in funzione: ci si trova davanti a un paradosso: quando l’ospedale aprirà i battenti, quelle apparecchiature tecnologiche avranno già sulle spalle almeno due anni di vita e di usura senza essere mai state utilizzate per un solo paziente. A questo si aggiunge una drammatica assenza di personale medico e sanitario programmato per far funzionare i reparti.
Per sbloccare lo stallo, Perrini ha lanciato una proposta netta: “Se continuiamo così, il San Cataldo resterà un miraggio. Per questo ritengo indispensabile e urgente nominare una direzione generale e una direzione sanitaria dedicate esclusivamente al San Cataldo, che si occupino h24 solo ed esclusivamente delle procedure per l’apertura. Non possiamo pensare di gestire una transizione così complessa con gli uffici ordinari della ASL, già sovraccarichi. Ma sia chiara una cosa: per aprire questo ospedale, non si devono smantellarne o depotenziate gli altri presidi sanitari della provincia. Vigilerò e farò in modo che questo non accada. Taranto ha bisogno di servizi in più, da affiancare al nuovo hub ospedaliero”. Infine, aggiunge Perrini: “Non ultime le liste d’attesa infinite che costringono i pugliesi a intraprendere i cosiddetti ‘viaggi della speranza’ fuori regione. Questa migrazione sanitaria, oltre a essere un dramma per i malati, rappresenta un costo enorme per le casse delle nostre Asl. Se il sistema pubblico è scoppiato, dobbiamo coinvolgere e sfruttare le prestazioni delle cliniche private convenzionate, che sono parte del sistema sanitario. Allargando l’offerta sul territorio eviteremmo di mandare i pazienti fuori regione, risparmiando risorse e riducendo le sofferenze dei cittadini”.



