L’ attivista ed e economista Gladys Spiliopoulos lo aveva preannunciato giorni fa: la data prevista è il 4 marzo e non il 3 aprile come il sito riportava fino a questo pomeriggio. Intanto è polemica social con l’ assessore all’ ambiente Fulvia Gravame
Fino a questo pomeriggio il sito del Mase riportava la data errata del 3 aprile per presentare le osservazioni sul rigassificatore. Il termine invece è di 30 giorni giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso al pubblico nel Portale delle valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e quindi la data corretta sarebbe quella del 4 marzo. L’ attivista ed e economista Gladys Spiliopoulos lo aveva preannunciato giorni fa, l’ errore è evidente da parte del ministero.
Parrebbe che questo pomeriggio la data sul sito sia stata cambiata, a 15 giorni dalla scadenza. Per le osservazioni relative alla nuova pubblicazione effettuata a seguito di richiesta di integrazioni, i termini sono dimezzati (da 30 a 15 giorni).
Dal suo profilo facebook, Gladys Spiliopoulos fa sapere:
“Per fortuna noi associazioni sono 15 giorni che produciamo documenti, ma mi domando “the man in the high castle” cosa farà adesso che la musica è quasi finita e la patata bollente rischia di rimanerci in mano??
É stato richiesto un incontro al presidente della commissione ambiente qualche giorno fa, sottolineando l’urgenza della scadenza… nessun appuntamento ancora ricevuto.
È stato richiesto incontro e costituzione di un tavolo tecnico al sindaco per il tramite del WWF, siamo in attesa.
Entrambi sembra dichiarassero – non lo do per certo avendo avuto questa informazione da terza persona e non dagli stessi interessati, per quanto la fonte sia attendibile ma non la confermo – che la scadenza fosse aprile, anche se era stato ribadito che così non era.
Che devo dire, nessuno è profeta in patria! “
Ma chiede citando i rappresentanti cittadini direttamente coinvolti nella questione:
“Adesso che vogliamo fare?”
Risponde l’ assessore all’ ambiente Fulvia Gravame: ” Stai attribuendo al comune e a me le discutibilissime stranezze procedurali del ministero? Se il ministero cambia la scadenza sul suo sito perché intendeva dare trenta giorni e non sessanta va attaccato per la violazione dei principi di trasparenza e partecipazione che regolano le materie ambientali. Il ministero va contestato duramente invece come al solito la responsabilità è del comune..”
In risposta: …”Se il ministero ha cambiato la data é certamente responsabilità loro di cui io però, in quanto amministratore della città mi preoccuperei… soprattutto visto che eravate convinti che la scadenza fosse aprile!..”
La diatriba coinvolge anche altri utenti e la domanda, velatamente, parrebbe essere la stessa: “A chi spetta studiare le carte, vigilare e contestare eventuali errori?”


