di Angelo Nasuto
Rubino: “Ci viene negata anche la possibilità di poterci difendere”
Il calcio a Massafra? Mai così bistrattato. E allora il Presidente del pallone massafrese Fernando Rubino ha sentito il bisogno di convocare una conferenza stampa per denunciare gli ultimi accadimenti avvenuti, tra il calcio giocato e gli organi federali. L’accusa che viene mossa è l’eccessiva severità da parte degli ufficiali di gara che hanno segnalato cori fuori luogo del pubblico massafrese allo stadio Italia; e per questo, dopo i fatti dell’ultima sfida casalinga col Bisceglie, è stata comminata ai tifosi giallorossi la squalifica del campo per una giornata. “La causa della nostra conferenza stampa – ha affermato un amareggiato Rubino – è dettata dalla profonda ingiustizia che è stata inflitta al nostro ambiente, società e tifosi, per la squalifica del campo. Tutti i presenti al campo nella scorsa giornata non hanno ascoltato neanche lontanamente qualche coro o parola razzista nei confronti di giocatori avversari. La stessa Bisceglie aveva proposto di partecipare con noi oggi a questa conferenza stampa e ravvisare la totale assenza di questi cori da parte di chicchessia”.
Nella fattispecie non è consentito alla società di procedere ad un ricorso, perché occorrono almeno due giornate di squalifica per poter tentare un ricorso; e dunque non sarà possibile assistere alla prossima partita tra le mura amiche del Massafra: “dunque – ha aggiunto il Presidente – ci viene negata anche la possibilità di poterci difendere da questa squalifica”. Ma non finisce qua la questione: la prossima sfida casalinga della compagine massafrese è proprio contro il Taranto e allora il sospetto è che la squalifica sia stata decisa a priori. “Ma in realtà – ha evidenziato il numero 1 della società giallorossa – questo ci fa preoccupare di più, perché impedendo l’accesso allo stadio ai tifosi delle due le squadre, si potranno creare ulteriori problemi di ordine pubblico. Sono preoccupato perché molti vorrebbero assistere alla partita, tarantini e massafresi, i quali potrebbero affollare gli spazi nelle aree intorno al campo sportivo. E allora l’ordine pubblico non sarebbe ancora più a rischio?” Ancora, va messo in conto, oltre al danno la beffa del danno economico per le casse della società, che avrebbe avuto un incasso non da poco. Stesso discorso vale per il divieto di vendita dei biglietti ai tifosi avversari, imposto nelle scorse partite contro Bisceglie e Brindisi, che ha infierito sempre sulle casse societarie.
Sul fronte dell’impianto sportivo Rubino non può sorridere, perché allo stadio Italia manca l’impianto di illuminazione, non certo un dettaglio per una struttura sportiva. “Tutto questo ci crea difficoltà e disagi – ha concluso – perché la formazione juniores non si può allenare, mentre la prima squadra è costretta a osservare i propri allenamenti dalle 13. 30, un orario scomodo. Allora preghiamo l’amministrazione di seguire da vicino i lavori e le ditte che li eseguono, così magari avremo tra un mese lo stadio al completo”.


