La Corte ha accolto parzialmente il ricorso della squadra rossoblu: solo 3 partite casalinghe a porte chiuse. Confermate invece la penalizzazione di due punti in classifica e l’ammenda di 6.500 euro
La Corte sportiva ha accolto solo in parte il ricorso presentato dalla SS Taranto Calcio in relazione alle sanzioni comminate dopo gli scontri avvenuti il 14 giugno, in occasione della finale playoff di Eccellenza contro il Gladiator.
Le misure inizialmente disposte dal Giudice sportivo prevedevano la squalifica del campo per tre mesi, fino al 15 novembre, l’obbligo di disputare le gare interne su campo neutro a porte chiuse, la penalizzazione di due punti in classifica da scontare nella stagione 2026/2027 e un’ammenda di 6.500 euro.
Nel corso dell’udienza odierna, alla presenza del presidente Sebastiano Ladisa, di Vito Ladisa e dell’avvocato Mattia Grassani, la Corte ha parzialmente riformato il provvedimento. In particolare, è stata revocata la squalifica del campo, sostituita dall’obbligo per la società di disputare tre partite casalinghe a porte chiuse. Confermate invece la penalizzazione di due punti in classifica e l’ammenda di 6.500 euro.


