“Pur non essendo la soluzione che avremmo auspicato, sappiamo che è l’unica strada percorribile”
Le assemblee in fabbrica con i dipendenti inizieranno domani e proseguiranno per una settimana. Successivamente, sarà il turno dei lavoratori dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria. Questi incontri rappresenteranno, come sempre, un’importante occasione di confronto per fare il punto della situazione e focalizzarsi in particolare sulle proposte dell’Usb accolte dall’amministrazione straordinaria.
“Sappiamo che il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sta seguendo questa vertenza, e riteniamo di dover dire che, pur non essendo la soluzione attuale quella che avremmo auspicato, sappiamo bene che è l’unica strada percorribile. Lo dimostra il fatto che il fronte sindacale unito ha chiesto in maniera corale la chiusura dell’esperienza che vedeva coinvolta ArcelorMittal”. Lo dichiarano in una nota congiunta Francesco Rizzo e Sasha Colautti dell’Esecutivo Confederale Usb.
Se la situazione passata fosse proseguita, la fabbrica sarebbe sicuramente andata incontro a una fermata totale, causando una gravissima emorragia occupazionale e un destino segnato. “Eravamo tutti consapevoli del fatto che sarebbe stato necessario un periodo di transizione dopo ArcelorMittal di almeno due anni, ma ribadiamo che l’alternativa sarebbe stata la chiusura con oltre 15.000 persone del gruppo tra Acciaierie d’Italia, Ilva in As e appalto, che non avrebbero avuto nessun tipo di garanzia”, conclude la nota.


