di Vittorio Galigani
Gabriele Gravina ed il suo staff potrebbero coinvolgere, marginalmente, il Sindaco, di fresca nomina, indicandogli i requisiti imprescindibili, di una accertata solidità finanziaria, da inserire in un eventuale bando, in aggiunta, logicamente, al fondo perduto richiesto per il ripescaggio e le relative tasse. Un documento da rispettare, valido per coloro che fossero interessati a presentare una manifestazione di interesse. Sarà certamente inserita anche la richiesta di un piano industriale quinquennale, garantito, avente come finalità, concreta, quella di riportare la città nel calcio professionistico
Nel calcio non si sa quel che non si fa. Le “confidenze” riservate, dei soliti bene informati, fanno trapelare indiscrezioni nel merito delle vicende future del calcio tarantino. Ce ne sono in quantità inaspettata. La vicinanza con le prossime elezioni amministrative alimenta le “indiscrezioni” di improbabili “salvatori” della patria che ne vorrebbero trarre anche un beneficio elettorale. Vengono proposte soluzioni spesso fantasiose. Denotano tutte una conoscenza approssimativa delle procedure.
Nell’attuale la città di Taranto, per quanto attiene al calcio, è rappresentata da F.C. Taranto 1927 srl. Inadempiente quanto si vuole, ma in virtù delle Licenze Nazionali ritenuta ancora “professionista”, sino alla data del 30 giugno prossimo con obblighi normativi conseguenti.
Ne deriva che per poter proseguire l’esercizio delle sua attività sportive la società di Massimo Giove deve ottemperare agli obblighi previsti dalle norme. Entro il prossimo 6 giugno deve dare dimostrazione di aver pagato, con risorse proprie, gli emolumenti e quant’altro, a quelli collegati, per le mensilità sino al 30 aprile 2025. Questo pur essendo una società esclusa dal campionato in corso d’opera e di conseguenza retrocessa. L’aggravante è che, in virtù di quanto recitato dall’articolo 52 delle Carte Federali, a seguito delle ripetute inadempienze regolamentari dell’ultima stagione sportiva, quel Taranto dovrebbe poi ricominciare dal campionato di Eccellenza regionale. Penalizzato di tre punti.
Quindi sino al 6 giugno prossimo, ed anche oltre, si assisterà all’immobilismo più assoluto. Non trascurando, in ogni caso, che nei confronti di F.C.Taranto 1927 srl è in corso anche un accertamento della Guardia di Finanza, su incarico della Procura della Repubblica del territorio, che è stata allertata dal Giudice fallimentare. Il tutto per accertare se la Società sia in grado, o meno, di proseguire nel suo oggetto sociale e cioè nella gestione di una società calcistica.
Ove Giove non riuscisse in quell’intento si aprirebbe una scenario totalmente diverso. I vertici della Federcalcio potrebbero riservare alla città l’inserimento, in sovrannumero, nel campionato di Eccellenza regionale. Con una Società di nuova costituzione. Nel rispetto della dimensione civica, seconda in Puglia in quanto a popolazione, per le sue tradizioni storiche, come polo strategico nella produzione industriale e nei trasporti marittimi. Per il suo notevole trascorso sportivo in campionati professionistici.
Gabriele Gravina ed il suo staff potrebbero coinvolgere, marginalmente, il Sindaco, di fresca nomina, indicandogli i requisiti imprescindibili, di una accertata solidità finanziaria, da inserire in un eventuale bando, in aggiunta, logicamente, al fondo perduto richiesto per il ripescaggio e le relative tasse. Un documento da rispettare, valido per coloro che fossero interessati a presentare una manifestazione di interesse. Sarà certamente inserita anche la richiesta di un piano industriale quinquennale, garantito, avente come finalità, concreta, quella di riportare la città nel calcio professionistico.
Una “operazioncina” da dieci/dodici milioni di euro, quella del ritorno del Taranto nelle categorie che più gli appartengono, anche a voler essere ottimisti. Perché vincere i campionati non è mai facile, in nessuna categoria. Perché, più che probabilmente, nel giro di un paio di stagioni, si potrebbe arrivare alla tanto auspicata riforma del sistema calcio. Perché con lo Iacovone indisponibile, causa i lavori di ristrutturazione, si dovrà trovare, un impianto nelle vicinanze, idoneo dove poter giocare la prossima stagione. Perché bisognerà trovare un accordo con i rappresentanti della Civica Amministrazione sul futuro utilizzo dello Iacovone, per evitare che lo stesso, com’è nel timore generale, possa diventare una cattedrale nel deserto. Bella e … inservibile!


