di Angelo Nasuto
Il registra Lippolis: “In realtà siamo nella perenne indecisione se provare a cambiare le cose e soprattutto come. E sulla scena poi le luci si spengono proprio su questa indecisione, evidenziando tale dubbio”
La lotta per i diritti dell’operaio nelle fabbriche di tutta Italia, di Europa e del mondo sono diventate come una guerra fratricida senza soluzione di continuità. La realtà di oggi è questa, impietosa e perentoria, messa in scena dallo spettacolo dal titolo “7 minuti”, che ieri sera ha visto il suo esordio al teatro comunale di Massafra.
Pubblico numeroso e incuriosito, ignaro però che di lì a poco avrebbe vissuto una pagina di vita contemporanea assolutamente attualissima e reale: cinque operai impegnati a contrattare sulla sopravvivenza del loro posto di lavoro, con il loro stipendio ma anche con le loro esigenze. Che però gioco forza cominciano ad essere intaccate, quasi minacciate dalla proposta di cancellazione di una parte del loro prezioso tempo di pausa dalle macchine: quei sette minuti, riportato come titolo dell’opera teatrale, che sembrano essere la metafora di tutti i diritti pian piano intaccati e mai riconosciuti del tutto dai padroni, indicati sul palcoscenico in maniera dispregiativa come “le cravatte”.
“7 Minuti” è uno spettacolo di Stefano Massini, basato su un fatto di cronaca avvenuto in Francia nel 2012 e per l’occasione rivisitato da Francesco Lippolis, autore massafrese e attore sulla scena ad interpretare uno dei cinque operai. Nell’affrontare la discussione, talvolta molto accesa a tal punto da arrivare a scontri fisici, sulla riduzione dei famosi sette minuti di pausa per salvare la fabbrica e lo stipendio, gli attori sulla scena recitano un testo che affronta i temi del lavoro, della precarietà, dei diritti e delle difficoltà a far fronte alle pressioni economiche, riflettendo sulla situazione della società. La discussione poi si conclude con una votazione che divide il gruppo dall’inizio alla fine e che termina all’improvviso, lasciando lo spettatore in un limbo fastidioso di dubbiosità e angoscia.
“In realtà – dice Francesco Lippolis, autore del riadattamento, regista e attore – siamo nella perenne indecisione se provare a cambiare le cose e soprattutto come. E sulla scena poi le luci si spengono proprio su questa indecisione, evidenziando tale dubbio”.
Lo stesso artista aggiunge che con questi esempi possiamo far riflettere e spingere la gente a farlo nel profondo, dandoci una mossa per cambiare le cose, come dice Francesco, il portavoce del gruppo di operai, nello spettacolo, in un mondo dove la situazione dei diritti dei lavoratori in tutte le fabbriche non cambia, anzi in realtà sembra peggiorare anche. “Ma – conclude – tutto deve partire dai noi giovani, perché lo spettacolo stesso è per il cambiamento”.
Ricordiamo che la tre giorni di Massafra dedicata alla solidarietà e ai diritti prosegue stasera con l’evento clou: il concerto in via Potenza, nei pressi dello stadio Italia, con l’artista massafrese Kid Yugi (volto simbolo del festival), Lazza, Tedua, Ernia, Nerissima Serpe, Papa V, Fritu, Rrari dal Tacco, Boro Boro e DJ Ty1. Domenica invece la chiusura, dedicata alla Tattoo Convention, ospitata nel Palazzetto dello sport “Giovanni Paolo II”, con la partecipazione di oltre quaranta tatuatori provenienti da tutta Italia.


