L’aggiornamento richiesto dello studio sull’ impatto sanitario con le integrazioni è vincolante
Legambiente Taranto, chiede al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di comunicare l’avvenuto deposito dell’aggiornamento dello studio di valutazione dell’impatto sanitario e a renderlo disponibile per la consultazione, o a comunicare notizia della sua mancata presentazione.Per Legambiente il significato e la portata della prescrizione sono evidenti: la Valutazione di Impatto Sanitario prodotta a suo tempo dall’azienda non conteneva alcune informazioni, giudicate così rilevanti da comportare la necessità di una nuova valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). La mancata trasmissione delle integrazioni richieste o una valutazione negativa delle stesse da parte dell’ISS comporterebbe l’avvio di procedure che prevedono, in caso di perdurante inadempienza, la sospensione delle attività fino alla revoca della autorizzazione e alla chiusura degli impianti.
“L’A.I.A. per gli attuali impianti, anche in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, può essere rilasciata solo per una capacità produttiva per cui venga assicurata dall’ISS l’assenza di rischi inaccettabili per la salute” dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto . “Non è possibile, in assenza degli aggiornamenti e delle integrazioni richiesti ad Acciaierie d’Italia, e di una loro positiva valutazione da parte dell’ISS, autorizzare una capacità produttiva di 6 milioni di tonnellate annue. Non solo: in mancanza di un parere sanitario positivo gli impianti vanno fermati: e’ indispensabile evitare il rischio di esporre i lavoratori ed i cittadini di Taranto – ed in particolare quelli del quartiere Tamburi, più prossimo allo stabilimento- ad emissioni inquinanti che possano essere giudicate ex post inaccettabili”.
Nella stessa lettera l’associazione ha chiesto anche notizie circa i numerosi adempimenti cui l’azienda avrebbe dovuto provvedere entro due mesi dall’emanazione del provvedimento di rinnovo dell’AIA, specificati nel Parere Istruttorio Conclusivo in più di 25 prescrizioni, in relazione ai quali, nonostante i due mesi siano ampiamente trascorsi, nel sito del M.A.S.E., nella documentazione relativa al procedimento, non risultano disponibili le comunicazioni del Gestore.


