di Emanuela Perrone
L’assessore alla mobilità ha illustrato i tempi, le prospettive e le sfide di una trasformazione destinata a cambiare il volto della città
Procedono a ritmo sostenuto i lavori per la realizzazione del sistema Brt (Bus Rapid Transit). Il progetto entrerà ufficialmente in servizio il 1° gennaio 2027. A fare il punto sullo stato di avanzamento è Giovanni Patronelli, assessore all’Urbanistica e alla Mobilità.
«Stiamo andando molto velocemente – spiega Patronelli – con la posa dei cavidotti necessari all’elettrificazione della rete e con quelli destinati al passaggio della fibra ottica». Attualmente sono 16 i cantieri aperti, divisi equamente tra linea rossa e linea blu, a testimonianza di un intervento diffuso e strutturale sull’intero tessuto urbano.
La fine dei lavori è prevista per il 30 giugno 2026. Entro quella data dovrebbero restare solo opere minimali, necessarie al completamento complessivo e al collaudo del sistema, salvo eventuali proroghe. «Se dovessero arrivare – chiarisce l’assessore – potremmo chiedere alle ditte di non fare ulteriori sforzi. Nei giorni scorsi avevamo chiesto di lavorare fino alle 22, ma siamo ancora in attesa di una risposta».
Nel frattempo, però, la “rivoluzione BRT”, così come è stata definita, inizia ad essere spiegata ai cittadini. Sono partiti infatti incontri formativi nei quartieri per illustrare i dettagli del nuovo sistema, i vantaggi dei 64 bus elettrici in arrivo e come cambieranno i collegamenti tra le diverse zone della città. «È un percorso di condivisione – sottolinea Patronelli – per scoprire insieme il futuro della mobilità a Taranto».
Il sistema Bus Rapid Transit, infatti, non viene presentato come un semplice potenziamento del trasporto pubblico, ma come una vera trasformazione urbana, capace di rendere Taranto «più veloce, moderna e sostenibile». Eppure, non mancano le perplessità. «È normale – ammette l’assessore – sarà qualcosa di nuovo per i cittadini. Comprendono i benefici, ma il cambiamento porta sempre con sé dubbi e timori».
Le BRT dialogheranno anche con altri mezzi di trasporto, proprio per questo, con la modifica dei tracciati, sono previsti ulteriori incontri pubblici per presentare le linee complementari del trasporto pubblico locale, che subiranno variazioni, e per accompagnare gradualmente l’utenza nella fase di transizione.
Accanto al grande progetto del Bus Rapid Transit, si apre anche un nuovo e importante capitolo sul fronte della mobilità sostenibile. È di qualche giorno fa la notizia che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato un decreto che istituisce un programma di finanziamento da 500 milioni di euro, destinato a 22 comuni e 8 città metropolitane coinvolti nel contenzioso europeo sulla qualità dell’aria. Tra questi figura anche Taranto, che potrà contare su 12,5 milioni di euro.
Le risorse sono rivolte ai territori con criticità legate ai livelli di PM10 e NO2 e, se il territorio ionico sarà ammesso ai finanziamenti, avrà 18 mesi di tempo per presentare il progetto di fattibilità economica e la progettazione esecutiva. «Si tratta di risorse significative – conclude Patronelli – che potranno essere utilizzate per interventi mirati a ridurre le emissioni e rendere la mobilità urbana più efficiente e sostenibile».


