Dignità all’ economia di vicinato, svolta sui tributi e servizi. Urgente un confronto costruttivo con l’ Amministrazione
Confartigianato Taranto richiama l’attenzione su un’urgenza che non può più essere rinviata:
restituire dignità, fiducia e prospettiva all’economia di vicinato, cioè a quel sistema di micro e piccole imprese, artigiani, negozi, servizi alla persona, manutenzioni e riparazioni, pubblici esercizi e piccola ristorazione, che ogni giorno tiene in piedi i quartieri, garantisce lavoro, presidio sociale, sicurezza urbana e qualità della vita.
Siamo nel pieno dell’inverno e, come temevamo, le cose non vanno affatto bene: consumi in sofferenza, margini assottigliati, costi ancora elevati e una percezione diffusa di sfiducia. Gli imprenditori segnalano una pressione fiscale locale che grava come un vincolo sempre più difficile da sostenere. In particolare la TARI continua a collocarsi su livelli tra i più alti in Italia, pesando in modo significativo su famiglie e attività economiche e incidendo direttamente sulla competitività
delle imprese, a fronte di una qualità del servizio percepito che non appare proporzionata al tributo versato. Così inizia la nota di Confartigianato.
Non possiamo rassegnarci – aggiungono – a convivere con disservizi e classifiche negative come se fossero inevitabili. È necessaria una svolta misurabile, con un’organizzazione dei servizi, a partire dalla raccolta rifiuti e dal decoro urbano, all’altezza di una città che si prepara ad appuntamenti internazionali. Tributi elevati e servizi insufficienti devono diventare terreno di confronto operativo e di soluzioni condivise, perché da questo dipende la capacità delle imprese di restare sul territorio,
investire e creare occupazione.
Allo stesso tempo Taranto – continuano – ha davanti prospettive reali e straordinarie. I Giochi del Mediterraneo rappresentano un appuntamento che vale come una cartolina mondiale per l’intera comunità. Mancano pochi mesi e, se sul piano delle opere si procede spediti, sul territorio non si avverte ancora il fermento necessario. Taranto deve decidere come vuole presentarsi: nell’accoglienza, nel decoro, nella funzionalità delle strade, nella qualità dell’offerta commerciale e artigiana, nella ristorazione, negli orari, negli eventi diffusi e nella capacità di relazione. La reputazione di una comunità non si improvvisa: si costruisce con organizzazione, collaborazione e responsabilità condivisa.
A queste opportunità si affiancano i programmi di rigenerazione urbana della città vecchia, gli
interventi infrastrutturali e di mobilità come il BRT, le prospettive di sviluppo del waterfront e i
numerosi cantieri aperti. Sono leve concrete per rafforzare il profilo economico, turistico e sociale della città, ma il solo avanzamento delle opere non basta: deve essere pronta la comunità economica, coesa e attiva nei quartieri, nelle strade, nei mercati, nell’accoglienza e nella vita quotidiana. In questo contesto Confartigianato riconosce l’impegno e la dedizione dell’Amministrazione comunale, del sindaco e della giunta nel portare avanti progetti e programmazione strategica: è un lavoro importante che merita valorizzazione. Proprio per questo,ora è necessario accelerare e rafforzare il metodo del confronto con il sistema economico e sociale, coinvolgendo in modo stabile le associazioni di categoria e di settore realmente rappresentative e
le organizzazioni sindacali, per definire insieme scelte e priorità e accompagnarle con strumenticoncreti aderenti alla realtà del territorio.
Occorre – concludono – uno scatto di metodo e di visione, dotandosi di strumenti di pianificazione realmente efficaci. È prioritario un Documento Strategico del Commercio coerente con la situazione economica
attuale, che preveda misure concrete per sostenere le attività esistenti, incentivi per l’insediamento di nuove imprese di vicinato e un rilancio strutturato dei mercati cittadini, riequilibrando politiche che finora hanno di fatto tutelato soprattutto la media e grande distribuzione e rimettendo al centro la piccola impresa urbana di prossimità.
È altrettanto indispensabile giungere a una definizione chiara e condivisa del Piano Urbanistico Generale, per stabilire con certezza la direzione di sviluppo della città: continuare ad espandere funzioni e polarità verso nuove aree, come quella del nuovo ospedale San Cataldo, dove restano aperte questioni rilevanti come il comparto 32, con il rischio di indebolire ulteriormente l’economia di vicinato, oppure concentrare investimenti e sviluppo sulla rigenerazione complessiva e funzionale del borgo, della città vecchia e delle periferie, riportando servizi, attività e vitalità nei tessuti urbani consolidati.
Confartigianato ribadisce con fermezza, autorevolezza e spirito costruttivo la propria piena disponibilità a collaborare lealmente con l’Amministrazione e con tutte le forze sociali per affrontare queste sfide. Il momento di agire è adesso. Confronto stabile, responsabilità condivise e decisioni operative sono la chiave per trasformare le prospettive in sviluppo reale, lavoro stabile e fiducia diffusa.


