di Angelo Nasuto
Solenne processione dopo la messa celebrata dal vescovo Sabino Iannuzzi. La comunità si prepara a una settimana di eventi che culminerà sabato con l’inaugurazione ufficiale del nuovo edificio di culto dedicato al santo
Momento solenne e molto partecipato ieri mattina a Massafra, con la traslazione della statua di San Leopoldo Mandic, dall’edificio che per oltre vent’anni è stata l’omonima chiesa presso la struttura di nuova costruzione. L’evento, oltre ad aver radunato una grande folla, è avvenuto dopo la santa messa domenicale, officiata dal vescovo di Castellaneta, mons. Sabino Iannuzzi e dal parroco della chiesa Don Michele Quaranta. Subito dopo la conclusione dell’eucarestia mattutina, è stata condotta una breve processione, con in testa i giovani della parrocchia, poi i gonfaloni religiosi, gli officianti con i paramenti sfarzosi e infine la statua lignea del santo, che rappresenta un simbolo storico di fede per i cittadini, che in quel simulacro hanno cercato spesso consolazione e pace.
La cerimonia di ieri sarà seguita da altre altrettanto importanti in questa settimana: giovedì 12 è in programma l’evento pubblico di illustrazione dei criteri progettuali, delle scelte artistiche e del linguaggio architettonico della nuova Chiesa Parrocchiale di San Leopoldo, offerto alla comunità massafrese. Venerdì 13 c’è l’accoglienza delle reliquie del santo da Padova con preghiera dedicata ai malati oncologici con i vertici della Regione Puglia e dell’Asl. Infine sabato 14 c’è la solenne inaugurazione della nuova chiesa, con la messa presieduta dal vescovo Iannuzzi.
“È questo un segno, quello dell’inaugurazione della nuova costruzione – ha affermato il vescovo di Castellaneta – che dà vitalità e rigenera l’esperienza di fede, provando a superare l’indifferenza religiosa e relazionale della gente che si manifesta sempre di più. L’apertura di un nuovo edificio di culto è sempre motivo di gioia, luogo centrale che dà senso alla vita di una comunità di fedeli, per costruire relazioni di pace”. Ma oggi da contrastare c’è soprattutto la crisi sociale, “perché – ha concluso Iannuzzi – “la difficoltà principale è superare questa incapacità di ritrovarsi in una dinamica di socializzazione con relazioni che devono essere vissute nel reale e non nel virtuale per questa tecnologia che ha sostituito la verità dell’agire, con il rischio di falsare la verità stessa”.
Il parroco don Michele Quaranta è certo di aver scritto una pagina di storia per la città di Massafra, con il coinvolgimento di tutti: “protagonisti – ha chiosato – sono stati anche i bambini che con i loro passi e lo sguardo di meraviglia ci hanno potato ad attraversare questa importante soglia. Ricordo che la nostra parrocchia è la più grande urbanisticamente, coinvolgendo molti quartieri periferici, con molti servizi, infrastrutture sportive e di svago. Quindi la presenza parrocchiale è fondamentale per la vita di una comunità cittadina, che ospita tanti giovani e giovanissimi residenti come polmone della città”. Anche dal punto di vista architettonico il don ha definito la nuova chiesa un’equazione matematica perfetta di equilibrio tra proporzioni e misure dell’accoglienza, disposta su ampi spazi liberi e tanto verde.


