di Maria D’Urso
Il gioco delle parti tra maggioranza e opposizione. E’ tornata a riunirsi la massima assise cittadina. Ma del documento finanziario non vi è ancora traccia
Continuano le stoccate tra la maggioranza Bitetti e l’opposizione. Anche stavolta, nel primo consiglio comunale di marzo, le due fazioni si sono scontrate su alcuni punti all’ordine del giorno durante la seduta che si è svolta oggi pomeriggio a Palazzo di Città. In un’ora e tre quarti minuti sono stati approvati diversi provvedimenti, tra cui la modifica dei canoni del Contratto di servizio di Kyma Mobilità (ex Amat), la partecipata del trasporto urbano del Comune di Taranto, così come è passato il “Regolamento per la gestione dei dati personali e particolari delle persone fisiche”. Assente, invece, il Bilancio di previsione, il documento economico programmatico più importante dell’Ente civico.
Prima della seduta, come hanno dichiarato alla stampa alcuni esponenti dell’opposizione, si è svolta una lunga Conferenza dei capigruppo per discutere dell’approvazione del Bilancio. In quella sede l’opposizione ha rimarcato i tempi ristretti con cui il documento starebbe approdando in consiglio comunale. “Il documento è arrivato sui nostri tavoli il 4 marzo – ha spiegato Adriano Tribbia, esponente di Prima Taranto – e la maggioranza vuole approvarlo entro il 16 marzo, per evitare la diffida e il conseguente scioglimento del consiglio comunale da parte del Prefetto. Motivo per cui abbiamo studiato per undici giorni, gran parte del nostro tempo e weekend compresi, oltre mille pagine di un documento così importante, che avrebbe dovuto meritare tempi diversi”.
Per l’opposizione, a detta di Tribbia, sarebbe stato “più utile ricevere la diffida” piuttosto che approvarlo in fretta: “Avremmo voluto approfondirlo – prosegue il consigliere di Prima Taranto – anche con gli assessori delle varie direzioni, con il supporto di associazioni ed enti. Invece, abbiamo lavorato con l’acqua alla gola e per un documento del genere, i cui tagli potrebbero incidere sulla comunità, non è ammissibile”. Il Bilancio di Previsione, infatti, avrebbe dovuto essere approvato entro lo scorso 28 febbraio, secondo quanto stabilito dal Tuel, il Testo Unico degli Enti locali. In caso di mancata approvazione, nei termini anche delle proroghe, il Prefetto diffida l’amministrazione e può procedere allo scioglimento del Consiglio comunale e alla conseguente nomina di un commissario straordinario.
I punti approvati e rinviati
La querelle tra gli scranni è iniziata al sesto punto all’ordine del giorno, riguardante la richiesta (poi approvata dalla maggioranza) per l’installazione di un chiosco bar a carattere stagionale su Viale del Tramonto. I dubbi dell’opposizione (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia Oltre, Riformisti, Prima Taranto e Movimento 5 Stelle) hanno riguardato l’omissione del nome del proponente del progetto, sia negli atti sia nell’ordine del giorno. Invece, il nominativo di un altro proponente per un’altra richiesta, al punto successivo, compare: “Non siamo contro l’iniziativa produttiva dei cittadini – ha spiegato ancora Tribbia – ma vogliamo fare chiarezza e approfondire gli atti”. Dopo un acceso botta e risposta con la maggioranza e una breve sospensione della seduta, la dirigente comunale Maria Rosaria Piccinni ha chiarito che si è trattato di un refuso. Via libera anche all’autorizzazione per la realizzazione di un centro cinofilo, destinato all’addestramento dei cani e al potenziamento dell’impianto di distribuzione carburanti in via Mediterraneo. Approvate, inoltre, le modifiche al Contratto di servizio in House di Kyma Mobilità: l’Ente civico incasserà il 30% degli introiti derivanti dalle soste pubbliche, rispetto al 16% attuale. Disco verde anche al “Regolamento per la gestione dei dati personali delle persone fisiche” che, secondo quanto dichiarato dalla vicepresidente della Commissione Affari Generali Virginia Galeandro (Pd), disciplina “in modo chiaro le modalità con cui l’Ente civico gestisce e tutela i dati personali dei cittadini nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali e nel processo di digitalizzazione dei servizi pubblici”. Approvati, infine, i debiti fuori bilancio. Rinviate, per ulteriori approfondimenti, le modifiche al regolamento sulla Tari 2026 e al regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
I raccoglimenti di silenzio su selezione
Lascia perplessi le modalità con cui la classe dirigente tarantina affronti i lutti. Prima che iniziassero i lavori, il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano, ha invitato l’assise a osservare un minuto di silenzio per la scomparsa di Loris Costantino. L’operaio è morto due settimane fa in seguito a un tragico incidente nello stabilimento ex Ilva, e ai suoi funerali nessuna delle istituzioni locali ha preso parte. Diversamente è accaduto la scorsa settimana ai funerali del giornalista Christian Cesario, giovane cronista scomparso mentre si trovava sul posto di lavoro nel Barese. A queste esequie, invece, hanno partecipato diverse istituzioni, esponenti della maggioranza tra cui il sindaco Piero Bitetti. “Qualsiasi parola di fronte alla perdita di una vita è inutile e rischia di trasformarsi in mera retorica” ha sottolineato, prima del silenzio, Liviano. Tuttavia, scegliere di commemorare una morte su due, soprattutto quando entrambe sono avvenute sul posto di lavoro e a pochi giorni di distanza, appare un gesto tutt’altro che neutrale. E mentre si afferma che “qualsiasi parola di fronte a una perdita di vita è inutile”, la scelta di commemorare, pubblicamente, una vittima e non un’altra lascia, inevitabilmente, spazio a dubbi e interrogativi. Il raccoglimento selettivo rischia, infatti, di trasformarsi in un segnale politico più che umano. Una distinzione che pesa, ancora di più, se si considera il contesto dell’ex Ilva, vicenda che da anni rappresenta terreno di scontro politico e mediatico. Anche il lutto, quando entra nell’area pubblica, può diventare facilmente strumento di narrazione politica.


