di Maria D’Urso
Approvato con 21 voti dalla maggioranza, Azzaro invece si è astenuto. L’opposizione è intervenuta sui tagli
I ventuno consiglieri della maggioranza di Piero Bitetti hanno adottato il Bilancio di Previsione 2026/2028. Il semaforo verde, al documento più importante che definisce gli aspetti economici del Comune di Taranto, è arrivato dopo una lunga fase di dibattito in cui, in primis, il dirigente Simone Simeone ha chiarito i punti salienti: “Il problema finanziario – ha spiegato- non è né di liquidità né di interessi, perché la cassa a disposizione è alta. Tuttavia, il problema si registra nelle spese correnti che, negli ultimi dieci anni, sono avanzate. Il fondo di credito di esigibilità è legato a scelte che, inevitabilmente, presentano delle conseguenze. Viceversa, se cresce il fondo credito la spesa corrente viene bloccata”. Simeone ha spiegato che sui rifiuti c’è un accantonamento di 13milioni e che gli asili nido verranno gestiti, in house, da Kyma Servizi e per cui il costo complessivo, comprensivo del personale diretto, è stimato in 5,9 milioni per il 2026 e in 6,6 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Ancora, il dirigente del Comune di Taranto ha posto i riflettori sulle risorse, vincolate da trasferimenti e finanziamenti, che risultano particolarmente rilevanti, incidendo per quasi il 70% del totale della spesa dell’Ente, circa 516 mln su 920 mln: “La voce più grossa – ha proseguito – è la riduzione fondo crediti, perché negli ultimi 5 anni, è migliorata e se si continua così, l’inflessione potrebbe tendere a crescere. Infine, si registra un importante flusso di risorse che sta confluendo sul territorio per la realizzazione di investimenti in opere e servizi, PNRR, Fodi CIS, PO FESR e Giochi del Mediterraneo”. Simeone ha poi concluso affermando, ciò che aveva già detto precedentemente il sindaco Piero Bitetti in seduta di approvazione del Documento Unico Strategico, ovvero che il confronto tra la politica e gli uffici su questo Bilancio “non è sempre stato limpido” e che talvolta è sfociato anche in “toni accesi”, perché “chiuderlo in sedici giorni è stato complesso”.
Tutti i tredici emendamenti bocciati di Stellato
Massimiliano Stellato (Forza Italia) continua a presentare emendamenti, di risorse da indirizzare a ogni capitolato, che la maggioranza boccia. È accaduto prima che si discutesse il Bilancio di Previsione, con le proposte come il Bonus Cantieri, le risorse da destinare agli Ipogei, la manutenzione straordinaria delle fontane, caditoie e canili fino alla promozione del Marketing territoriale. Luca Contrario (Pd), nonché presidente della commissione Bilancio, ha spiegato a nome di tutta la maggioranza che questi stop sono dovuti a “iniziative, come queste, che sono già in itinere”. Subito dopo, anche Gregorio Stano (Movimento 5Stelle) ha presentato un emendamento. Quest’ultimo riguarda la riqualificazione delle Tre Terre e Contrario, ironicamente, gli ha risposto che nonostante fosse stato respinto, comunque è un emendamento molto più tecnico e da cui “si dovrebbe prendere esempio”. Sentendosi chiamato in causa, Stellato ha iniziato a richiamare con toni accesi il collega della maggioranza, sottolineando la sua lunga esperienza politica.
Il lungo dibattito sul Bilancio: le ragioni dell’opposizione
Dopo questo primo screzio, ha animato la seduta, è iniziata la fase di dibattito sul Bilancio di Previsione. In primis Luca Lazzaro (Fratelli d’Italia) ha sottolineato che questo Bilancio quadra “grazie all’entrata straordinaria di 2milioni del Tar di Lecce”, che ha permesso una boccata d’aria alle casse comunali anche se la situazione rimane critica, motivo per cui l’amministrazione dovrebbe agire con “responsabilità” e “secondo criterio”. Il capogruppo Giampaolo Vietri anche stavolta si è rivolto, direttamente, al primo cittadino ricordandogli che, quando erano insieme in opposizione contro Melucci, anche lui contestasse i documenti consegnati in ritardo: “Noi ritenevamo necessario – ha proseguito il consigliere tricolore – un confronto diretto con gli assessori e i dirigenti, che invece si sono dimostrati poco collaborativi. E state facendo lo stesso con gli emendamenti, che bocciandoli avete dato un segnale di menefreghismo ai cittadini. Smettetela di mancargli rispetto e l’Imu e l’iperf senza esenzioni ne sono un’altra dimostrazione, così come la città che arretra nei rifiuti. Per non parlare di Piazza Ebalia, le cui piantine sistemate da poco sono l’esternazione della delusione delle aspettative verso questa amministrazione”. Poi Vietri si è rivolto alla maggioranza: “Cosa vi applaudite se mancano i soldi?”. Ancora, Fratelli d’Italia ha sollevato tramite Tiziana Toscano la questione dei molteplici tagli, dai Servizi sociali, alla sicurezza fino all’istruzione: “La sicurezza – ha detto la consigliera – in questa città, scarseggia, e ce lo dimostrano le ripetute richieste dei cittadini e gli esposti delle associazioni di categoria. Riduzioni che non peseranno quest’anno, ma esploderanno nei prossimi anni”. Del gruppo Forza Italia, Stellato e Rosario Ungaro, hanno chiesto alla maggioranza di “vigilare seriamente” sul raggiungimento della raccolta differenziata, anche se credono che “arrivare al 50% sia una meta irrealizzabile”. Sugli aspetti fondamentali della gestione del ciclo dei rifiuti ha accesso i riflettori anche Stano: “Com’è possibile – ha chiesto alla maggioranza il pentastellato – ridurre i fondi per lo smaltimento, nei documenti, se la raccolta differenziata in questa città non decolla, perché non viene dato un efficiente servizio al cittadino. State scommettendo sulla fortuna o state preparando un debito fuori bilancio per il futuro? Senza un piano serio che aumenti drasticamente la percentuale di differenziata, ridurre gli stanziamenti per la discarica significa solo nascondere la polvere sotto il tappeto, lasciando che siano i cittadini a pagare il conto tra qualche mese con variazioni d’urgenza o, peggio, con l’inevitabile aumento della TARI”. Francesco Tacente e Adriano Tribbia, della Lega, hanno chiesto ai fedeli di Bitetti di superare gli steccati ideologici, perché le sfide che attendono le comunità riguardano tutti: “Siamo di fronte a un bilancio – è intervenuto Tacente, per entrambi – che regge ma che non riesce a proiettare la città nel futuro: la parte realmente disponibile è negativa, perché le risorse sono vincolate e accantonate. Questo, come sapete, per chi amministra è un campanello d’allarme serio”. Le periferie, in particolare le Tre Terre, continuano a essere il cruccio di Mirko Di Bello (Italia Oltre) che, dopo aver passato in rassegna i diversi problemi legati agli interventi di manutenzione da svolgere, ha posto anche l’attenzione sulle entrate del Bilancio: “Nelle casse entra solo il 30%, ciò vuol dire che non siamo economicamente autonomi e che ci basiamo, molto, sui finanziamenti esterni”. Dunque, l’opposizione non può e non deve votare questo Bilancio “squilibrato” a detta di Emiliano Messina dell’UDC: “Vantarsi di riuscire a salvare – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – dei posti di lavoro (riferendosi alla questione degli asili nido) vuol dire gettare fumo negli occhi, quando i problemi seri sono altri”. Messina ha poi difeso il collega di opposizione, Stellato, a proposito dei tredici emendamenti bocciati: “Tendere una mano agli anziani e a chi deve andare in barca quando piove, significa dare segnali concreti. Ciò che, invece, la maggioranza non fa perché preferisce investire su altro” ha concluso l’esponente dell’UDC.
… e della maggioranza
Contrario, come presidente di commissione, ha aperto gli interventi dagli scranni opposti: “è vero, siamo in ristrettezze economiche – ha detto rivolgendosi all’opposizione – tuttavia questo Bilancio va giudicato sotto un profilo diverso: sulla trasparenza, ovvero delle spese crescenti da affrontare, che, inevitabilmente, influiscono. Va giudicato in base alle scelte e noi le facciamo, con coraggio, com’è accaduto sulla questione degli asili nido”. Sulla scorta del coraggio, sono stati emozionali anche gli interventi di Nicola Catania (Democrazia Cristiana), Antonio Quazzico (Liberal Democratico), Mimmo Festinante e Gianni Tartaglia (Per Bitetti). Il primo ha ricordato quanto, da oggi, la strada si presenti “impegnativa” e per cui le scelte “stringenti sono state fatte per tutela, per razionalizzare ogni minima spesa, con coerenza”. Dal partito Liberal Democratico Quazzico ha rimarcato che “crede nelle capacità costruttive di questa strada e che saprà governare bene” mentre Festinante ha rassicurato che quest’amministrazione “realizzerà molti sogni”. Nella metafora utilizzata da Gianni Tartaglia (Per Bitetti), invece, i consiglieri comunali sono dei rivoluzionari, come i grandi filosofi, perché con le loro azioni “plasmano il futuro della comunità”. Ancora, secondo Patrizia Mignolo (Per Bitetti) sarà “importante ciò che si avrà” e per Bianca Boshnjaku (Misto Maggioranza) è proprio in “questi momenti difficili si misura la grandezza di una classe dirigente”. La politica che dev’essere in grado di “offrire e lavorare per un futuro per i nostri figli” ha puntualizzato, successivamente, Luana Riso a nome del Partito Democratico. Ma a movimentare le acque, nel mezzo della gentil prosa, ci ha pensato l’esponente dei Verdi Antonio Lenti. Era diverso tempo, infatti, che non interveniva in aula e stavolta lo ha fatto convintamente, rivolgendosi direttamente rivolgendosi, a spada tratta, all’opposizione: “Non accetto lezioni dal centrodestra – ha tuonato in aula – che quando è al Governo ha tagliato molti fondi sulla sanità, così come agli enti locali. Per non parlare dell’ultima trovata elettorale, freschissima – lo ha detto guardando Tacente e Tribbia della Lega – sul taglio delle accise, sottratti dalla sanità!”. Dopo un breve brusio, sollevato dall’opposizione che gli ha chiesto di attenersi all’argomento Bilancio, Lenti ha proseguito: “Noi, a differenza vostra, abbiamo il coraggio di osare e ci siamo anche opposti quando a un certo punto, chi era con Melucci – stavolta si è rivolto a Stellato – invece ha scelto di sperperare o accumulare ritardi. Ora, siamo qui per confermare i servizi, perché il nostro è un lavoro onesto”. Dopo questo slancio di coraggio, è seguito l’intervento del consigliere Giandomenico Vitale (Unire Taranto) ha riportato la calma in aula e si è rivolto, essenzialmente, a Fratelli d’Italia: “Rivolgo i miei complimenti a Stellato, che ha studiato e presentato gli emendamenti, mentre mi sorprende che il partito di Governo non abbia trovato neanche il tempo per analizzare il Bilancio. Siamo qui, tutti quanti reduci da ore di studio matto e disperato. È vero, è stato fatto un elenco di tagli ma va anche specificato che, in tempi di crisi, l’amministrazione ordinaria diventa straordinaria, come questo Bilancio”.
Il solito astenuto
Così come per il Documento Unico di Previsione, anche stavolta Gianni Azzaro ha ritenuto opportuno astenersi dalla votazione, dando un segnale di rottura rispetto l’opposizione. Una scelta che dichiara essere “coerente”: “I numeri dicono – ha proseguito – che non abbiamo grandi margini, che dovremo rinunciare a qualcosa. Forse, stiamo rimandando i problemi allo step successivo, chiamatelo riequilibrio, salvaguardia o come vi pare. Insomma: stiamo tamponando la falla, mentre svuotiamo la stiva con una tazzina da caffè”. Mossa che, in fase di voto, Azzaro ha chiarito non avrebbe nulla a che fare con un riavvicinamento alla maggioranza. Per ora.
Il discorso del primo cittadino
Da abile interlocutore, il sindaco Piero Bitetti ha deciso di intervenire per ultimo, dopo aver ascoltato tutti gli interventi in fase di dibattito: “Responsabilità, trasparenza, coscienza: abbiamo agito così – dice, guardando la sua maggioranza – come hanno dichiarato, puntualmente tutti i miei consiglieri. Dire che ci sono stati pochi giorni è falso, perché è approdato sedici giorni fa sui tavoli di tutti. L’aumento delle entrate è un altro servizio che stiamo potenziando, sulla scorta di quelle poche risorse che possiamo assumere. Il coraggio non lo vendiamo, al limite lo regaliamo, perché le nostre scelte parlano chiaro sul come stiamo scegliendo di governare le difficoltà”. Poi si rivolge, sorridendo, all’opposizione e continua, spostando essenzialmente l’attenzione agli emendamenti di Stellato: “E’ vero ci sarebbe piaciuto disporre più soldi alla cultura, allo sport, ma governiamo da meno di nove mesi e non abbiamo la bacchetta magica. Ipogei: mi risulta sia partito un bando di gara, lo stesso per gli addetti cimiteriali. Si, mi sono scontrato con il dottor Simeone perché insieme abbiamo delle responsabilità grosse verso questo Ente, così come chiedo maggiore rispetto per le 700 unità della macchina amministrativa che stanno facendo un grosso sforzo per dare continuità alla comunità”. Bitetti passa a rassegna le conquiste dell’amministrazione: “Cosa abbiamo fatto? Sportello di prossimità sociale, si pensi all’incubatore delle imprese, a Palazzo Archita cui partirà il cantiere di rifacimento delle facciate e se abbiamo altre risorse dal Cis finiremo gli interni. Il nostro metodo è diverso, ovvero prima le facciamo le cose, poi in seguito, valutiamo”. Prima della votazione del Bilancio Bitetti ha poi chiesto all’opposizione di superare gli “steccati politici” per il bene della comunità, chiedendo anche loro la fiducia sul Bilancio. Tuttavia, come previsto, i dieci consiglieri di opposizione non lo hanno votato, mentre dai banchi della maggioranza si è levato un ultimo, fragoroso, applauso.


