Le indagini partite nel 2007 a carico di una società riconducibile ad un noto personaggio del panorama criminale martinese
La Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto emesso della Corte d’Appello di Lecce con il quale si annullava la revoca della confisca dei beni di una società. Questa infatti, seppur indirettamente, risultava riconducibile ad un noto personaggio del panorama criminale martinese.
Le indagini sono partite nel 2007, a seguito dell’accertamento di una presunta irregolarità nella costruzione di un immobile, destinato a diventare un hotel a 7 piani, che hanno portato, nel 2011, al sequestro di beni della società in questione, per un valore di circa 10 milioni di euro.
L’uomo avrebbe ceduto le quote della società dapprima ad un suo nipote, mentre in seguito l’avrebbe intestata a suo figlio minore.

Il provvedimento disposto dal Presidente della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Taranto, su disposizione del Questore jonico, riguardava beni acquistati dal soggetto tra il 2002 e il 2005 con denaro di provenienza sospetta.
Il sequestro poi convertito in confisca definitiva, è stato revocato dalla Corte d’Appello di Lecce nel 2020 che ne ha ordinato la restituzione agli aventi diritto.
La stessa corte poi nel 2021, ha confermato il dispositivo della sentenza di primo grado, reimmettendo i beni nel possesso dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.
Oltre all’hotel in fase di completamento, sequestrati una vasta autorimessa di circa 4mila mq, un’ex discoteca con annesso ristorante, immobili commerciali vari, un locale di circa 2mila mq sede di una ditta di confezionamento di abbigliamento, un immobile sede di un Liceo artistico della Provincia di Taranto e vari terreni agricoli.


