Il Partito Socialista Italiano – Federazione di Taranto esprime con forza la propria indignazione e preoccupazione di fronte a una deriva privatizzatrice che questa Amministrazione comunale sembra aver imboccato senza ritorno
La Federazione di Taranto del Partito Socialista Italiano esprime, con forza, la propria indignazione e preoccupazione di fronte a una deriva privatizzatrice che questa Amministrazione comunale sembra aver imboccato senza ritorno, con una sistematicità che non può essere frutto del caso, ma risponde a una precisa scelta ideologica: dismettere il pubblico, cedere ai privati, lasciare i cittadini senza tutele. Prima Kyma Ambiente, l’azienda municipalizzata che garantisce i servizi di raccolta, igiene urbana e tutela ambientale in tutta la città: si è discusso apertamente di privatizzazione, mettendo a rischio centinaia di lavoratori e la qualità di un servizio essenziale per la comunità tarantina.
Poi gli asili nido comunali: due strutture pubbliche per (per cominciare) destinate ai bambini e alle famiglie, per le quali l’Amministrazione ha avviato l’iter per la privatizzazione. Si colpisce così il futuro, nella sua forma più concreta e indifesa, sottraendo servizi educativi alla sfera del diritto e affidandoli alla logica del profitto: “Oggi apprendiamo che nel mirino – ha proseguito il Psi tarantino – è finito anche il Mercato Generale Me.Ta, infrastruttura commerciale di interesse collettivo, presidio economico fondamentale per gli operatori del settore agroalimentare e strumento di regolazione del mercato a tutela dei consumatori. Anche questo, al vaglio della privatizzazione”.
Un modello che la Federazione tarantina socialista respinge: “Non si tratta di episodi isolati. È un disegno organico: smontare pezzo per pezzo il patrimonio pubblico della città, quello costruito in decenni con le tasse dei cittadini e pensato per servire l’interesse generale. Questo schema si chiama con un nome preciso: dismissione del bene comune”.
Taranto è una città che ha già pagato un prezzo altissimo: decenni di industria pesante senza controllo, un territorio ferito nell’ambiente e nel corpo dei suoi abitanti, una crisi economica e demografica profonda. Questa città non ha bisogno di essere ulteriormente impoverita da chi dovrebbe governarla. Ha bisogno di investimento pubblico, di tutele, di visione: “Privatizzare i servizi pubblici – continua il PSI tarantino – non significa modernizzare. Significa rinunciare alla responsabilità. Significa dire ai lavoratori che il loro futuro è incerto. Significa dire ai cittadini meno abbienti che dovranno pagare di più per ricevere meno. Significa svendere Taranto!”
Il PSI – Federazione di Taranto chiede all’Amministrazione comunale l’immediata sospensione di qualsiasi iter privatizzativo che riguardi Kyma Ambiente, gli asili nido comunali e il Mercato Generale Me.Ta, la convocazione urgente di un tavolo pubblico di confronto con le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, le rappresentanze civiche e le forze politiche, per discutere il futuro dei servizi pubblici cittadini. Ancora, i socialisti tarantini chiedono al Comune di Taranto la presentazione di un piano industriale trasparente per Kyma Ambiente che preveda il rilancio del servizio, la stabilizzazione dei lavoratori e il mantenimento della gestione in mano pubblica, il ritiro degli atti avviati per la privatizzazione degli asili nido, con impegno a garantire continuità e qualità del servizio educativo pubblico.
La tutela del Mercato Generale Me.Ta come presidio economico e sociale del territorio ionico, con un piano di valorizzazione che ne rafforzi la funzione pubblica: “Il PSI è e resta al fianco dei lavoratori e dei cittadini di Taranto. Non taceremo di fronte alla svendita del bene comune. Continueremo a batterci per una città in cui il pubblico non si abbandona, si migliora; in cui i servizi non si cedono, si potenziano; in cui le persone vengono prima dei bilanci e degli interessi privati” conclude la Federazione socialista tarantina.


