di Maria D’Urso
I sedici voti favorevoli della maggioranza in Consiglio comunale di oggi hanno aperto la strada alla Definizione agevolata
Il Comune di Taranto rinegozierà i 47 mutui, in corso per i prossimi due anni, con la Cassa Deposito e Prestiti. È quanto approvato oggi a Palazzo di Città, grazie ai sedici voti favorevoli della maggioranza, durante la vivace seduta di consiglio comunale. Il presidente della commissione Bilancio Luca Contrario ha spiegato che quest’operazione, nonostante il contesto di criticità in cui versa l’Ente civico guidato da Piero Bitetti, “porterà oneri maggiori dal 2028, insieme a interventi e benefici” per cui i “405 mila euro di interessi che ne deriveranno saranno da spalmare”. Operazione che, per ovvi motivi, approva anche e sottoscrive soprattutto il primo cittadino: “Noi vogliamo seguire la strada della finanza agevolata – ha spiegato non risparmiando le sue solite metafore velate indirizzate all’opposizione – per cui abbiamo spostato il mutuo per avere le risorse necessarie per venire incontro gli interessi di cittadini e imprese. Criminalizzare quest’operazione, favorita peraltro dal Governo, mi stupisco. Ho fatto leggere questo documento perfino a mia figlia di sei anni, che ha notato subito la differenza di numeri. Dopo averle spiegato la circostanza, ovvero che agiamo nell’interesse della città e dei suoi figli, si è detta favorevole anche lei” ha concluso Bitetti.
La contrarietà dell’opposizione
La pioggia di critiche piovute dall’opposizione era incentrata, principalmente, sulla questione degli “indebitamenti postumi”. Prima Taranto, con Francesco Tacente e Adriano Tribbia, si è detta contraria perché “ci sarà un aumento nel 2028 con un aggravio complessivo di politiche finanziarie non sostenibili per l’Ente”. Giampaolo Vietri di Fratelli d’Italia ha precisato che, al di là della legittimità dell’operazione, l’Ente civico “si indebiterà di ulteriori 436mila euro” nonostante il bilancio sia “già compromesso”. Massimiliano Stellato di Forza Italia ha piungolato i fedelissimi di Bitetti che con questa manovra “per i prossimi due anni decidono di non pagare le rate dei mutui passati, spostando la palla a chi amministrerà nel futuro”. Da qui è scaturito un vivace botta e risposta con l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cosa, che il Presidente del consiglio Gianni Liviano non è riuscito a sedare. “Evidentemente – ha detto Cosa, rifendendosi al forzista – Stellato fa populismo demagogico perché è in astinenza da incarichi che, stavolta, i cittadini gli hanno negato. Sappiamo bene quali sono i nostri problemi e su questo siamo sempre stati onesti, ciononostante proseguiamo sulla strada della trasparenza e legittimità economica”. Si sono astenuti, dalla votazione, invece Gianni Azzaro (Riformisti) e Mirko Di Bello (Italia Oltre). Il primo ha sottolineato che, fino a quando verranno scaricate le colpe alla “precedente amministrazione di cui ha fatto parte si asterrà dal votare” e per Di Bello, invece, l’astensione è dovuta dal fatto che la “rinegoziazioni di mutui spesso sono tra le cause di indebitamento”.
Gli altri punti all’ordine del giorno
Si alla concessione a titolo gratuito di locali cabina elettrica e semaforo verde per alcune variazioni, da diverse direzioni, tra cui quella Entrate. Nello specifico quest’ultima, attraverso una stima dei contribuenti che aderiranno alla definizione agevolata, ovvero la rottamazione quinquies che sarà a carico dell’Ente civico, hanno chiesto una diminuzione di sanzioni di interesse IMU, Tari e Canone patrimoniale, che prevede rispettivamente una diminuzione di 100mila euro a testa. Semaforo verde per i debiti fuori bilancio.


