di Angelo Nasuto
Il passaggio dei quattro consiglieri di maggioranza a Forza Italia, per il consigliere di minoranza, rappresenta un fatto politico rilevante che i cittadini di Massafra meritano di comprendere appieno
La notizia dell’adesione dei 4 consiglieri di maggioranza D’Errico, Pilloli, Giannotta e Bommino a Forza Italia, ha scatenato la reazione delle opposizioni in Consiglio Comunale. Una delle voci che si sono alzate è quella del consigliere di minoranza Giuseppe Losavio, capogruppo della lista Losavio sindaco, il quale ha affermato che la novità rappresenta un fatto politico rilevante che i cittadini di Massafra meritano di comprendere appieno.
A ciò si aggiunge un elemento ulteriore, che non può passare sotto silenzio e che lo stesso Losavio dà per già certo: il passaggio del consigliere Antonio Viesti, dalla minoranza e dunque opposizione al governo cittadino, in maggioranza. “Si tratta – ha aggiunto Losavio – di un vero e proprio cambio di campo, sebbene politicamente lecito, rispetto al mandato ricevuto dagli elettori: è bene dirlo con chiarezza ai cittadini. Ne prendiamo atto con rispetto per le persone coinvolte che conosciamo e stimiamo, ma non possiamo tacere interrogativi su questa operazione sul piano istituzionale ed etico-politico.”.
Il primo riguarda la risposta della sindaca, la quale ha dichiarato di essere serena, affermando che nulla è cambiato e rivendicando la natura civica della compagine, a prescindere dall’appartenenza partitica dei singoli consiglieri. Una posizione che Losavio dice di comprendere, ma nella realtà politica per lui appare difficilmente sostenibile, “perché se 4 quattro consiglieri di maggioranza aderiscono a un partito strutturato, con il pieno consenso della segreteria provinciale e di esponenti regionali, la coalizione civica e apartitica che aveva vinto le elezioni diventa, nei fatti, qualcosa di diverso” E ancora: “separare la persona dal ruolo istituzionale è un esercizio retorico legittimo, ma non muta la sostanza: il colore politico di chi vota in aula conta e i cittadini devono saperlo”.
Il secondo interrogativo mina la coerenza interna della maggioranza stessa, dove non è un mistero che alcuni consiglieri di maggioranza, con culture politiche distanti dal centrodestra, abbiano accolto con perplessità, se non con disagio, tale spostamento verso un’identità partitica precisa. Losavio si augura che tali tensioni vengano chiarite presto e apertamente per il bene della città.
Il terzo interrogativo posto riguarda la Conferenza dei Capigruppo. Tre dei quattro consiglieri entrati in FI, oltre alla consigliera capogruppo Massaro, non avendo formalizzato alcuna modifica all’assetto dei gruppi consiliari, continueranno a sedere in quella sede con un peso rappresentativo ben superiore a quello che la nuova realtà politica giustificherebbe. Per Losavio si tratta di una stortura istituzionale che non può essere ignorata: perché la Conferenza dei Capigruppo è organo di garanzia e di equilibrio, non uno strumento da plasmare secondo le convenienze del momento.
Altro dubbio sollevato riguarda l’effettivo vantaggio portato alla città, se tale operazione politica sia stata necessaria per votare il consigliere comunale Pilolli alle elezioni in Provincia, ma lo stesso Pilolli si ritrovasse all’opposizione nell’ente provinciale. “Massafra – ha concluso Losavio – merita una politica misurata sui fatti e ogni mossa, adesione o cambio di campo deve essere valutata per ciò che produce in concreto per i suoi cittadini. E se questa operazione si rivelerà un riallineamento dettato da convenienze di partito, i massafresi sapranno riconoscerlo, come hanno sempre fatto. Noi restiamo all’opposizione come da mandato degli elettori, ma è nostro dovere dire con chiarezza ciò che altri preferiscono tacere, vigilando nell’interesse della città”.


