di Maria D’Urso
Convocata per questo pomeriggio la direzione provinciale del Pd. La segretaria teme un ridimensionamento del suo partito ad opera del sindaco, dopo la costituzione del super gruppo in Consiglio comunale. Il presidente Decaro chiamato a mediare
Sarebbe un rapporto tormentato quello tra il sindaco Piero Bitetti e il Partito Democratico ionico. Una relazione che dovrebbe essere, quanto meno, equilibrata e su cui si dovrà lavorare. Intensamente. È anche di questo che si discuterà, secondo quanto riportato dai punti all’ordine del giorno, nell’assemblea prevista questo pomeriggio della direzione provinciale dem. Al centro dell’incontro, che si preannuncerebbe piuttosto animato, ci sarebbero le posizioni divergenti tra la segretaria Anna Filippetti e il primo cittadino tarantino.
Che tra i due ci sia tensione non sarebbe una novità. Come già riportato, in questi mesi da CosmoPolis, ai dem ionici avrebbe infastidito la libertà con cui Bitetti avrebbe agito nel rafforzare la propria posizione all’interno della massima assise cittadina. Con la nascita del recente Supergruppo “Unire Taranto con Bitetti Sindaco”, frutto della fusione tra “Unire Taranto” e “Con Bitetti”, e grazie alla fuoriuscita di Virginia Galeandro dal Pd per aderire a “Per Bitetti”, il sindaco può oggi contare su ben nove consiglieri civici, molto vicini alle sue posizioni, nell’articolata maggioranza. Mosse che non sarebbero state digerite dal Partito Democratico che, con il rientro di Gianni Azzaro, nelle ultime settimane avrebbe anche avanzato la richiesta di un ulteriore assessorato in giunta. Grattacapi che Bitetti sarebbe stato chiamato a gestire anche attraverso un confronto diretto con il presidente della Regione, Antonio Decaro, tornato nei giorni scorsi nel capoluogo ionico in occasione della processione di San Cataldo.
Resta, dunque, da capire quali potrebbero essere gli esiti della riunione che si terrà nelle prossime ore, se potrebbero emergere segnali concreti di distensione o nuove fibrillazioni. Tuttavia, al di là delle tensioni e delle schermaglie interne, la sensazione che filtrerebbe dagli ambienti della maggioranza sarebbe quella di un confronto destinato, ancora una volta, a ricomporsi almeno sul piano politico e amministrativo.


