Il segretario generale Paolillo: “Quale futuro per i giovani e per la città?”
Per Confartigianato il rispetto delle regole è un punto fermo. Accanto ai controlli e alle sanzioni occorre costruire nuove opportunità di aggregazione e partecipazione. L’associazione segue con attenzione il confronto in corso sul tema della movida cittadina, delle emissioni sonore e delle possibili misure finalizzate a garantire un equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e le esigenze delle attività economiche, avendo già presentato all’Amministrazione comunale una propria proposta di disciplina degli orari. Si tratta di una questione complessa, rispetto alla quale è difficile immaginare soluzioni capaci di soddisfare integralmente tutte le esigenze coinvolte.
Per Confartigianato non è però possibile fare di tutta l’erba un fascio. Le imprese che rispettano norme e regolamenti non possono essere penalizzate dai comportamenti di una minoranza che quelle regole non osserva. Per questa ragione riteniamo indispensabile destinare adeguate risorse al rafforzamento delle attività di controllo e vigilanza della Polizia Locale. Accanto ai controlli, è fondamentale garantire la certezza delle conseguenze per chi viola le regole. La concreta possibilità di incorrere nella sospensione dell’attività rappresenta infatti il più efficace deterrente nei confronti di chi ritiene di poter operare al di fuori delle norme, tutelando al tempo stesso i residenti e le imprese corrette che ogni giorno svolgono la propria attività nel rispetto delle regole. Vi è tuttavia un ulteriore aspetto che merita attenzione e che dovrebbe entrare a pieno titolo nel confronto cittadino. Quale alternativa offriamo ai giovani? È una domanda che riguarda la qualità della vita urbana, ma anche il futuro stesso della città.
Oggi il contesto sociale è profondamente cambiato. Per questo motivo il dibattito sulla movida non può limitarsi esclusivamente a stabilire cosa deve terminare entro la mezzanotte o entro un determinato orario. Se una parte della socialità serale viene necessariamente regolamentata, la città deve parallelamente interrogarsi su quali opportunità di aggregazione, incontro e partecipazione intenda offrire alle nuove generazioni. È difficile immaginare che, dopo le ore 24.00, migliaia di giovani rientrino semplicemente a casa. Per questa ragione Confartigianato propone di avviare una riflessione cittadina finalizzata alla realizzazione di una rete di “Piazze Vive”, distribuite nei diversi quartieri della città e caratterizzate da adeguata illuminazione, sicurezza, presidio e piena fruibilità, nelle quali promuovere attività culturali, iniziative giovanili, sport, arte, musica a basso impatto acustico e occasioni di aggregazione compatibili con il contesto urbano. L’obiettivo non è creare nuove aree di movida né trasferire criticità da una zona all’altra, ma favorire la nascita di spazi nei quali i giovani possano tornare a vivere la città in maniera spontanea, sicura e ordinata. Una rete di piazze vive, diffuse nei quartieri, potrebbe contribuire a rafforzare il senso di comunità, valorizzare gli spazi pubblici esistenti e distribuire in modo più equilibrato le presenze sul territorio cittadino. Una strategia di questo tipo richiede investimenti mirati in sicurezza, arredo urbano, manutenzione, pulizia e programmazione diffusa di iniziative.
Risorse che non dovrebbero essere considerate un costo, bensì un investimento sulla qualità della vita urbana, sulla coesione sociale e sull’attrattività della città. In questo contesto, la Rotonda del Lungomare potrebbe rappresentare uno dei luoghi simbolo di una nuova stagione della socialità urbana tarantina. Uno spazio che, per collocazione e valore paesaggistico, appare particolarmente adatto ad ospitare iniziative culturali, artistiche e aggregative compatibili con le esigenze della città e dei suoi residenti. Se Piazza della Vittoria ha rappresentato il simbolo della socialità di ieri, la Rotonda del Lungomare potrebbe diventare uno dei simboli della socialità di oggi. È arrivato il momento di affiancare al confronto sulla movida una riflessione più ampia sulla socialità urbana, coinvolgendo tutte le parti interessate, ad iniziare proprio dai giovani.



