Accusata di concussione insieme al sindaco di Vieste e a un dirigente comunale, la donna avrebbe agito per quella che gli inquirenti descrivono come una ritorsione nei confronti di un uomo. A far emergere il presunto disegno sarebbe stata una registrazione realizzata da un altro assessore. Intanto la Regione fa sapere di essere al vaglio della vicenda e di stare effettuando le opportune valutazioni
Le presunte pressioni per la revoca della concessione demaniale alla società dell’ex marito Alessandro Corso costano un’accusa di concussione a Graziamaria Starace, attuale assessore regionale al Turismo ed ex assessore comunale a Vieste. L’inchiesta della Procura di Foggia riguarda proprio il Comune garganico e coinvolge anche il sindaco, Giuseppe Nobiletti (Pd) e un dirigente comunale. A quanto sembra le pressioni sarebbero state messe in atto per ritorsione rispetto ai mancati pagamenti degli alimenti alla donna.
La notizia dell’iscrizione della Starace è emersa dalla notifica di un decreto di fissazione di operazioni irripetibili sui cellulari e sui dispositivi elettronici di Gaetano Antonio Paglialonga, l’assessore che Nobiletti ha revocato ieri 8 giugno dopo aver appreso che il delegato ai Grandi eventi aveva registrato di nascosto alcune conversazioni in cui si parlava appunto della vicenda. Paglialonga è il fratello della nuova compagna di Corso, che ha denunciato la presunta ritorsione ed è quindi ritenuto parte offesa nel procedimento. La concessione revocata nel 2025 è stata ripristinata in autotutela dal Comune nello scorso marzo. E infatti Nobiletti si difende spiegando che la revoca era stata disposta per motivi fondati, a seguito di verifiche effettuate sul posto dalla Polizia municipale e dalla Capitaneria che avevano accertato alcune irregolarità, poi sanate. “Da quel controllo, privo di qualsiasi intento persecutorio e anzi rispettoso della parità di trattamento – aveva scritto Nobiletti nel post di Facebook in cui dava conto della revoca della delega a Paglialunga -, è scaturita la denuncia dalla quale è derivato il presente procedimento”.
Il caso però travalica la politica. «La revoca del mio incarico – attacca Paglialonga – non deriva dalla divergenza di vedute politiche sull amministrazione della città. La perdita di fiducia nella mia persona non deriva da qualcosa di sbagliato o non condiviso nell’esercizio delle mie funzioni o peggio per qualcosa di illecito che avrei commesso. La perdita di fiducia deriva dal fatto che, mio malgrado, sono diventato testimone di un procedimento penale per fatti molto gravi che vedono coinvolto il Sindaco e che non potevo far finta di non vedere».
«Le registrazioni di cui si parla – prosegue l’ex assessore – non sono voci, indiscrezioni o racconti di parte. Sono fatti già acquisiti dagli organi competenti, che per questo stanno indagando e svolgendo tutti gli approfondimenti necessari. Non posso accettare di passare come il problema di questa storia, mentre i suoi protagonisti sono ben altri. Su questo i cittadini meritano chiarezza, ma per averla, non potendo rivelare io il contenuto delle indagini, non posso dire altro che bisogna aspettare che la legge faccia il suo corso».
La Starace in questi giorni è in viaggio per motivi personali. Dovrebbe rientrare a breve. Dalla Regione fanno sapere che valuteranno la vicenda. Ma intanto anche lei è intervenuta su Facebook parlando «di una delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima. Da donna e da madre – scrive Starace -, ho continuato a stare in piedi e ad andare avanti con la massima forza e coraggio, nonostante il peso che mi porto dentro. Ho piena fiducia nella magistratura che ricostruirà ogni passaggio nelle sedi proprie, essendo in corso diversi procedimenti che mi vedono parte lesa e dove sono certa che il quadro emergerà con chiarezza». «Le indagini – aggiunge l’avvocato Michele Vaira di Foggia, che difende i tre indagati – confermeranno la correttezza e la legittimità dell’operato dei nostri assistiti svoltosi nel solo rispetto della legge e nella parità di trattamento di tutti i cittadini e gli operatori. Disponiamo di elementi difensivi inequivocabili, che porteremo all’attenzione della Procura nelle sedi e nei tempi propri. Confidiamo in un sollecito e sereno chiarimento di ogni aspetto». (Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno e crediti foto Regione Puglia)


