Il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano ha infatti inviato alla Lega Nazionale Dilettanti una richiesta di ripescaggio del Taranto in Serie D, iniziativa condivisa e sottoscritta dai capigruppo consiliari. Un gesto sicuramente animato dalle migliori intenzioni, ma che rischia di entrare di diritto nella categoria delle domande impossibili, un po’ come chiedere alla FIGC di assegnare d’ufficio una Champions League al Real Taranto
Mentre a Taranto c’è chi prova a costruire il futuro del calcio rossoblù, c’è anche chi sembra aver deciso di cimentarsi nella fantascienza sportiva.
Il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano ha infatti inviato alla Lega Nazionale Dilettanti una richiesta di ripescaggio del Taranto in Serie D, iniziativa condivisa e sottoscritta dai capigruppo consiliari. Un gesto sicuramente animato dalle migliori intenzioni, ma che rischia di entrare di diritto nella categoria delle domande impossibili, un po’ come chiedere alla FIGC di assegnare d’ufficio una Champions League al Real Taranto.
Peccato che proprio dagli organismi competenti fosse già stato spiegato ad altri rappresentanti istituzionali che la strada del ripescaggio non fosse percorribile. Insistere su una richiesta priva di qualsiasi fondamento regolamentare significa soltanto esporre la città all’inevitabile ironia del mondo calcistico nazionale.
La sensazione è quella di una clamorosa invasione di campo: mentre si inseguono scorciatoie inesistenti, resta invece aperta una questione molto più concreta e decisiva per il futuro del calcio tarantino. Da sei mesi giace infatti senza risposta la richiesta dei fratelli Ladisa relativa alla concessione in uso esclusivo dello stadio Iacovone. E lì sì che si gioca una partita vera.
Perché se quella pratica dovesse continuare a restare nei cassetti, il rischio non è perdere un improbabile ripescaggio. Il rischio è perdere il progetto di rinascita del calcio rossoblù e vedere allontanarsi chi oggi è disposto a investire sul futuro della città. Più che scrivere lettere alla Serie D, forse sarebbe il caso di rispondere a quelle già arrivate sulla scrivania del Comune.



