Dopo la Stamerra ci sono Lonoce, Cataldino e Cosa. Niente terzo assessorato per i Dem, un partito che paga le divisioni interne. E per questo sempre più contendibile. L’intervista di questa mattina a Giorno che Bitetti, a distanza di poche ore, sconfessa. Depotenziando, di fatto, il suo vice
Dopo la Stamerra il niente. Dopo le dimissioni dell’assessore in quota al consigliere Di Gregorio, la Giunta municipale resta tale e quale. Così com’è. Sceglie la strada della redistribuzionie interna delle deleghe, il sindaco di Taranto. Quelle in capo, sino a questa mattina, all’esponente di Azione. Di “Patrimonio”, “Personale” e “Politiche del Lavoro” si occuperanno a far data da subito gli assessori: Lonoce, Cataldino e Cosa. Tre fedelissimi di Bitetti. Tre che ricordano certi Guardiani della Restaurazione.
Niente promozione in giunta, quindi, per il PD. Che continua a prendere schiaffi politici in questa legislatura senza colpo ferire. Diviso al suo interno. Indebolito. E per questo sempre più contendibile. Quest’oggi, il vicesindaco Giorno, ha dichiarato ad un giornale locale come il terzo assessore per i Dem sia cosa naturale e giusta. Il ripristino del dato uscito fuori alle scorse amministrative. Per tutta risposta, a distanza di appena qualche ora, Bitetti opera una scelta di segno diverso. Che di fatto sconfessa il suo vice, lo depotenzia. E manda, a scanso di equivoci, un messaggio ai naviganti: la politica, la gestione amministrativa, agli eletti. Agli amministratori. Le riunioni, le telefonate giornaliere, la pace da abitare, evocata da Liviano, alle segreterie dei partiti. Partito-crazia: con partito verbo e non più sostantivo. Il potere andato. Volato via. Lontano dal moderno principe al quale pensava Gramsci.


