L’associazione condivide l’allarme del sindaco Bitetti sul possibile ridimensionamento del collegamento con Roma, ma invita ad allargare il confronto. “La vera sfida è costruire un territorio capace di generare domanda, investimenti e mobilità”
Confartigianato Taranto condivide la preoccupazione espressa dal sindaco Piero Bitetti sul possibile ridimensionamento del collegamento Frecciarossa da e per Taranto. Per l’associazione, tuttavia, la discussione non può limitarsi alla ricerca delle risorse necessarie per mantenere il servizio, ma deve aprire una riflessione più ampia sul futuro economico della città.
“In queste ore il dibattito si è concentrato sulla richiesta di un contributo economico alla Regione per mantenere il collegamento. – Afferma il presidente di Confartigianato Taranto, Giovanni Palmisano – È un tema importante, ma come rappresentanza delle imprese sentiamo il dovere di porre una domanda diversa: perché una città come Taranto si ritrova periodicamente a discutere della tenuta del suo principale collegamento ferroviario con la Capitale?”
Secondo Confartigianato, la vicenda non può essere ridotta a un confronto tra istituzioni. Se un’infrastruttura strategica viene ciclicamente messa in discussione, il problema riguarda la capacità del territorio di produrre sviluppo, occupazione, investimenti e mobilità. “Anche il mercato restituisce ogni giorno segnali sullo stato di salute di un territorio. Non sempre sono segnali positivi, ma ignorarli sarebbe un errore”, osserva Palmisano.
Per l’associazione il Frecciarossa rappresenta molto più di un collegamento ferroviario: è un indicatore della vitalità economica di una città. Dove crescono imprese, turismo, università, ricerca e servizi aumenta anche la domanda di mobilità, rendendo i collegamenti una naturale conseguenza dello sviluppo.
Confartigianato evidenzia come Taranto disponga di asset strategici di primo piano: il porto, il tessuto manifatturiero e delle piccole imprese, un’università in crescita e una posizione geografica centrale nel Mediterraneo. Potenzialità che, secondo l’associazione, non sono ancora state trasformate in una capacità stabile di attrarre investimenti, competenze e nuove opportunità. “Possiamo continuare a chiedere che venga mantenuto un treno, oppure creare le condizioni perché quel treno non possa fare a meno di Taranto. È la differenza tra gestire un’emergenza e costruire una prospettiva.”
Per artigiani, piccole imprese e professionisti il Frecciarossa rappresenta uno strumento di competitività. Consente di raggiungere clienti, mercati, fiere e sedi istituzionali in giornata, facilita l’arrivo di investitori e contribuisce a rendere il territorio più attrattivo anche per i giovani.
Da qui l’invito a superare la logica delle emergenze e a definire una strategia complessiva di sviluppo. “Porto, aeroporto di Grottaglie, Alta Velocità, università, turismo e sistema produttivo non possono continuare a procedere separatamente. Devono diventare parti di un unico progetto di crescita”, sostiene Palmisano, secondo cui il successo delle politiche di sviluppo dovrebbe essere misurato non tanto dalle risorse stanziate, quanto dalla capacità di attrarre persone, imprese e investimenti.
Nelle conclusioni, il presidente di Confartigianato lancia una riflessione che va oltre il caso del Frecciarossa. “Le infrastrutture sono indispensabili, ma da sole non bastano. Hanno bisogno di un territorio che cresce, di imprese che investono e di un’economia capace di generare domanda. La vera sfida non è convincere qualcuno a mantenere un collegamento ferroviario, ma costruire una Taranto nella quale quel collegamento sia la naturale conseguenza di una città che cresce, innova e crea opportunità.”



