di Rosa Surico
Oltre il giuramento di Ippocrate: il maestro medico e l’ allievo poeta, di origini napoletane, uniti dalla Città dei due Mari
Sulla città di Taranto, da Napoli, aleggia l’ eredità spirituale e umana di due grandi figure del secolo scorso: Giuseppe Moscati e Michele Pierri
Era il 1982, a Taranto fu dedicato un ospedale al dottore e fisiologo, proclamato Santo nel 1987 da papa Giovanni Paolo II, Giuseppe Moscati. Nacque a Benevento nel 1880 ed è annoverato tra i medici portenti della prima metà del ‘900. Morì improvvisamente all’ età di soli 46 anni, il 12 aprile 1927. Il suo cuore cessò di battere dopo un’ intera giornata passata nel suo studio al servizio dei suoi amati pazienti.
La sua carriera universitaria brillante fu interamente dedicata agli ammalati, ai quali cercò di donare sollievo dalla sofferenza. Alcuni dei suoi studi vennero definiti innovativi. È considerato infatti, il pioniere della moderna concezione olistica dell’uomo. Si prodigò nella cura defli infermi cercando di creare un equilibrio tra il corpo e l’ anima. Fu profondo conoscitore, esploratore del dolore umano.
Il respiro dei sofferenti sembrò soffiare nel suo, tanto da azzardare oggi, la definizione di personalità estremamente empatica. Da medico, laico, dispensò empatia, quel termine che nel 1873 in Germania, fu coniato dal filosofo ed esteta Robert Vischer e che utiilizzò la parola Einfühlung per la prima volta (traduzione letterale “sentire dentro”).
La sua visione medica ancora oggi risuona come un’ intuizione, una rivelazione che scruta il mondo umano da un piano di sensibilità e conoscenza superiore: ogni male fisico è legato a una ferita dell’anima.
Dopo la sua morte, in un libro fu ritrovato un foglietto datato 17 gennaio 1922, con queste parole:
“Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori, vengono a capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio, che li vuole salvi!Negli ospedali la missione delle suore, dei medici, degli infermieri, è di collaborare a questa infinita misericordia, aiutando, perdonando, sacrificandosi, coltivando nel cuore rancori, si finisce per trascurare questa missione, affidata dalla Provvidenza a coloro che assistono gli infermi; si trascurano pure gli infermi. Ogni tanto però il Signore dà un segno della sua presenza e consapevolezza. All’improvviso muore un ammalato, che non si è saputo attrarre e circondare di cure affettuose! Speriamo che il Signore gli sia vicino, nel momento estremo!”
Il sodalizio professionale con Michele Pierri iniziò intorno al 1920. Il giovane Pierri divenne allievo di Moscati, ma tra loro esisteva anche un legame di parentela. La nonna paterna di Pierri, Caterina De Vivo, era cugina della madre di Moscati, Rosa De Luca.
I loro padri svolgevano il lavoro di magistrato e lavoravano insieme come giudici di Corte d’Appello al Tribunale di Napoli durante il Regno delle Due Sicilie.
Moscati fu anche il medico di fiducia della famiglia Pierri tanto da scrivere nel 1926, una lettera di raccomandazione per sostenere l’inizio della carriera di Michele.
Il medico napoletano Michele Pierri era anche un apprezzato poeta nel panorama letterario italiano. Si trasferì a Taranto nei primi decenni del ‘900. Qui si stabilì in maniera fissa in seguito al matrimonio con Aminta Baffi ed esercitò la professione medica come primario e direttore sanitario dell’ospedale locale. Da giovanissimo aveva prestato servizio come medico di bordo, sui transatlantici verso l’ America Latina in condizioni estreme pur di aiutare i passeggeri in difficoltà. Il suo nome ebbe grande risonanza per il matrimonio con la poetessa Alda Merini quando aveva 85 anni.
Ma a Taranto il Pierri si distinse come il suo maestro e collega Moscati a Napoli, per la grande umanità verso i suoi pazienti e i bisognosi.
Nella sua produzione letteraria è presente l’ influenza religiosa, spirituale e umanitaria del Santo.
“In ognuno di noi / c’è un Cristo sconosciuto / da amare che si rivelerà”… E quando il Cristo sconosciuto riapparirà ci sarà ancora un Giuda ad aspettarlo, libero dal tradimento“.
Giuseppe Moscati e Michele Pierri. Da Napoli a Taranto esempi di carità umana, medici oltre il giuramento di Ippocrate, missione umanità. Nella rilettura moderna e attingendo dallo scrittore statunitense, George R. R. Martin, “Uomini oltre la barriera”, non quella geografica.



