La prima giornata ha messo al centro i Giochi del Mediterraneo e il ruolo di Taranto nel Mezzogiorno. Giovedì 16 luglio il programma prosegue con gli interventi, tra gli altri, di mons. Francesco Savino, Eugenio Di Sciascio, Paolo Verri, Enrico Giovannini, Luca Labanca e Angelo Mellone
Si è aperta nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città la tre giorni di “Taranto nel ‘lago’ del Mediterraneo. Un mare di prossimità”, l’iniziativa promossa dal Consiglio comunale di Taranto, su impulso del presidente Gianni Liviano, in collaborazione con il Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo e con la rete dei firmatari della Carta della Pace di Taranto.
La prima giornata ha avviato una riflessione pubblica sulle prospettive della città in vista dei Giochi del Mediterraneo, considerati non soltanto come un grande appuntamento sportivo internazionale, ma come un’occasione per interrogarsi sulla rigenerazione urbana, sullo sviluppo economico, sulla cooperazione tra le città e sul ruolo che Taranto può assumere nel Mezzogiorno e nello spazio mediterraneo.
Ad aprire il programma è stato l’incontro “Taranto città mediterranea“, dedicato alle opportunità connesse all’organizzazione dei Giochi. Al confronto hanno preso parte Massimo Ferrarese, presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, il vicepresidente Sandro Esposito, il direttore generale Carlo Molfetta, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il vicesindaco Mattia Giorno, componente del Comitato Organizzatore.
Il dibattito ha posto al centro il rapporto tra la manifestazione sportiva e la trasformazione della città: la realizzazione delle infrastrutture, la capacità di accoglienza, la proiezione internazionale di Taranto e la necessità di costruire un’eredità duratura, capace di andare oltre le giornate delle competizioni.
«Taranto non ha nulla da invidiare ad altre città e può diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo, a partire dai Giochi del 2026. Siamo onorati di ospitare un evento internazionale di questa portata e siamo impegnati affinché la città si presenti al meglio, capitalizzando gli importanti investimenti destinati alla realizzazione e alla riqualificazione degli impianti sportivi: un patrimonio che resterà alla comunità e potranno alimentare un’economia legata allo sport, al turismo e al benessere. I Giochi devono diventare anche il motore per migliorare i collegamenti, valorizzare la Città vecchia, il patrimonio religioso, il Mar Piccolo e tutte le risorse ambientali e produttive del territorio. Stiamo costruendo una strategia che guarda oltre l’evento: dai percorsi turistici agli sport d’acqua, dalla mitilicoltura alla ricerca, fino alla rinaturalizzazione del paesaggio. La nostra priorità, oggi, è garantire la piena riuscita dei Giochi; subito dopo dovremo trasformare questa straordinaria occasione in un progetto stabile di sviluppo, capace di far conoscere e apprezzare nel mondo le potenzialità di Taranto» ha dichiarato Piero Bitetti,sindaco di Taranto.
«Siamo grati a quanti stanno lavorando con impegno per rendere possibili i Giochi del Mediterraneo, che lasceranno alla città infrastrutture importanti e un patrimonio di relazioni e di visibilità. Ma la vera sfida è considerarli non come un fine, bensì come uno strumento di cambiamento. Vogliamo che siano l’occasione per interrogarci sul futuro di Taranto al centro del Mediterraneo e per ripensarne la prospettiva sociale, culturale ed economica. I Giochi ci offrono l’opportunità di avviare un processo più ampio, capace di coinvolgere stabilmente la città e di accompagnarne le scelte negli anni a venire. Sta a noi trasformare questa occasione in un progetto condiviso, facendo di Taranto una città più consapevole delle proprie potenzialità, più aperta alle relazioni con gli altri popoli del Mediterraneo, più orgogliosa del proprio presente e più ambiziosa nel costruire il proprio futuro», ha dichiarato Gianni Liviano, presidente del Consiglio comunale di Taranto.
«I Giochi del Mediterraneo rappresentano per Taranto una sfida organizzativa straordinaria, ma soprattutto un’occasione per dimostrare ciò di cui questa città è capace. Dobbiamo fare in modo che l’evento lasci non soltanto nuove infrastrutture, ma anche competenze, fiducia e opportunità durature. La nostra responsabilità è trasformare l’attenzione che il Mediterraneo rivolgerà a Taranto nella possibilità concreta di offrire un futuro ai giovani, mettendoli nelle condizioni di restare, lavorare e realizzare qui i propri progetti», ha dichiarato Sandro Esposito,vice–presidente del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo.
La giornata è proseguita con l’incontro “Il Mediterraneo e il Mezzogiorno”, che ha allargato la riflessione alle condizioni economiche, sociali e istituzionali del Sud e alla necessità di costruire nuovi modelli di sviluppo, coesione e cooperazione.
Sono intervenuti Angelo Moretti, autore di Welfare Meridiano, Claudio Scamardella, giornalista e autore di Le colpe del Sud, Claudia Sanesi, segretario generale della Camera di Commercio di Taranto-Brindisi, Mosè Troiano, sindaco di San Paolo Albanese, e i consiglieri regionali Massimiliano Di Cuia, Filomena Greco e Felice Spaccavento. Il confronto è stato moderato dal giornalista de la Repubblica Davide Carlucci.
La discussione ha evidenziato la necessità di superare una lettura del Mezzogiorno fondata esclusivamente sulle fragilità e sui ritardi, valorizzando invece le reti territoriali, le esperienze di innovazione sociale, la capacità delle comunità locali e la posizione strategica delle città meridionali nel Mediterraneo.



