Il gruppo, dopo la sentenza che impone di sospendere le attività dell’area a caldo del siderurgico tarantino entro 90 giorni, rilancia il proprio interesse all’acquisizione evidenziando la volontà di “procedere con l’acquisizione dell’intero perimetro, sia dell’area a caldo che dell’area a freddo”, valutando “il riavvio dell’area a caldo a nostro rischio, in conformità con le indicazioni del Tribunale di Milano”
Jindal Steel International reitera il proprio pieno impegno in relazione alla procedura di gara in corso ed è pronta a perfezionare immediatamente l’operazione” nonostante “l’ordinanza del Tribunale di Milano pubblicata in data 27 luglio 2026”. E’ quanto contenuto in una lettera inviata dal gruppo indiano ai commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in As firmata dal direttore delle operazioni europee, Narendra Kumar Misra, e pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
Il gruppo, dopo la sentenza che impone di sospendere le attività dell’area a caldo del siderurgico tarantino entro 90 giorni, rilancia il proprio interesse all’acquisizione evidenziando la volontà di “procedere con l’acquisizione dell’intero perimetro, sia dell’area a caldo che dell’area a freddo”, valutando “il riavvio dell’area a caldo a nostro rischio, in conformità con le indicazioni del Tribunale di Milano”.
Jindal assicura inoltre di essere in grado di realizzare un forno elettrico nello stabilimento di Taranto e che nel frattempo potrebbe garantire la continuità operativa dell’area a freddo ridirezionando “i volumi di bramme dal proprio altoforno di grandi dimensioni recentemente avviato in India”, con l’obiettivo di “poter fornire fino a quattro milioni di tonnellate di bramme all’anno”, una quantità ritenuta sufficiente per “assicurare il funzionamento a pieno regime dell’area a freddo e di tutti gli impianti sottostanti a Taranto, Genova e Novi Ligure”. Inoltre Jindal assicura che “entro dicembre 2027 saremo in grado di mettere a disposizione fino a ulteriori due milioni di tonnellate di bramme a basse emissioni di Co2 provenienti dall’Oman”.
“Una volta realizzato il forno ad arco elettrico – specifica il gruppo – disporremo inoltre di acciaio fuso e colato a Taranto”. “Quanto prima sarà perfezionato il closing – evidenziano gli indiani – tanto prima potremo avviare le nostre forniture di bramme, assicurando la continuità operativa dell’area a freddo a pieno regime”. Jindal garantisce infine, attraverso questa operazione, “il mantenimento di un numero significativamente maggiore di posti di lavoro rispetto a qualsiasi operazione avente a oggetto la sola area a freddo”. (Ansa)



