Alle 15 il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha risposto alle interrogazioni sulle iniziative per la tutela della salute, la salvaguardia dell’occupazione e la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva
La Corte di Appello di Milano ha imposto la chiusura entro 90 giorni degli altiforni nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Il ministro Urso afferma:
“La produzione di acciaio è però aumentata nel corso del 2025 in maniera significativa e in controtendenza rispetto al resto d’Europa. È continuata a crescere anche nel primo semestre di quest’anno raggiungendo 11,5 milioni di tonnellate. Nel mese di giugno rispetto a giugno dello scorso anno, l’aumento della produzione di acciaio nel nostro paese è stato pari al 6,1%. L’aumento che già esiste sarà poi confortato da quello che abbiamo fatto in sede europea perché i dati di giugno si riferiscono al vecchio contesto regolatorio europeo. Dal 1° luglio sono scattate le misure di salvaguardia in Europa che noi abbiamo chiesto e ottenuto: il raddoppio dei dazi, il dimezzamento delle quote e in più andranno in esecuzione a breve l’accordo di programma con Arvedi a Terni, l‘accordo di programma con Metinvest e Danieli a Piombino che incrementeranno ulteriormente la produzione di acciaio nel nostro paese”.
Il question time è proseguito con l’ interrogazione sull’ AIA. Il ministro ha affermato: “É la più all’avanguardia d’Europa, ce l’ha solo un altro stabilimento in Europa dove sono attivi 22 di altiforni che se l’applicassero dovrebbero chiudere tutti. Secondo i dati disponibili lo stesso parametro se applicato alle aree urbane industrializzate della Lombardia imporrebbe la chiusura di tutti gli stabilimenti industriali. Noi però dobbiamo applicare la sentenza, è quello che faranno i commissari”.
“Abbiamo convocato stamattina le principale imprese siderurgiche italiane, Confindustria e Federmeccanica – ha continuato il ministro – alle quali ho presentato lo stato della situazione e abbiamo ottenuto una risposta particolarmente importante e significativa: come ha detto il presidente Orsini e confermato il presidente di Federacciai Gozzi, vi sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare una cordata italiana promossa dal sistema industriale italiano per fare una sua proposta per fare il salvataggio e rilancio della produzione siderurgica a Taranto”
Conclude con la conferma del piano di investimento:
“Abbiamo inoltre convocato questa mattina il Tavolo Taranto dove sono state presentati oltre 17 progetti per investimenti complessivi di oltre 2 miliardi con una diversificazione settoriale su almeno otto settori, con una prospettiva occupazionale di grande rilevanza”.



