Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy in un ‘intervista a ‘Milano Finanza’ in cui fa il punto sui nodi da sciogliere nel sistema produttivo italiana
“In questo contesto internazionale, in cui prevale il conflitto, il ruolo dello Stato non può essere solo regolatorio: deve intervenire sulle frontiere delle nuove tecnologie e nei campi in cui si decide l’autonomia strategica europea”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso , in un ‘intervista a ‘Milano Finanza’ in cui fa il punto sui nodi da sciogliere nel sistema produttivo italiana, dalla partita sulla ex Ilva al rilancio dell’automotive e ancora al tema del costo dell’energia e le nuove tecnologie. Una politica che il governo ha portato avanti anche con il ricorso al golden che Urso rivendica. “In questi anni abbiamo utilizzato al meglio lo strumento della golden power, come tutti ci riconoscono, – sostiene – tutelando il patrimonio tecnologico e produttivo del Paese e, nel contempo, abbiamo scalato le classifiche globali dell’attrattività. Dall’insediamento del Governo, gli investimenti esteri sono aumentati del 15% e Piazza Affari ha più che raddoppiato il proprio valore, continuando a segnare nuovi record.
Siamo considerati affidabili, stabili e sicuri”. Quanto a possibili sviluppi sulla ipotesi di una cordata italiana per il salvataggio della ex Ilva il ministro risponde: “Federacciai ha riunito il suo direttivo lunedì per valutare, come ha annunciato il presidente Antonio Gozzi, se esistano le condizioni per esplicitare una proposta di aziende italiane, auspicata anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini al tavolo al Mimit”. Ed inoltre rimarca che “La produzione di acciaio in Italia è cresciuta nel 2025 del 3,7% e a giugno di quest’anno segna un ulteriore aumento del 6,1% su base annua. Sono inoltre in via di attuazione l’accordo di programma con Arvedi a Terni e le intese con Metinvest e Danieli a Piombino, con i nuovi forni elettrici che aumenteranno ulteriormente la produzione nazionale, in un mercato europeo che sarà sempre più tutelato dalla sovracapacità globale e dalla concorrenza asiatica”.
Il governo è intervenuto per il rilancio di Stellantis in Italia e Urso spiega che “con il nuovo Piano Italia, elaborato dopo l’uscita di Tavares, la produzione italiana di Stellantis è tornata a crescere del 13,7% nel primo semestre di quest’anno, con un aumento del 27,7% per quanto riguarda le sole autovetture. È un primo segnale positivo che ora va consolidato. Dobbiamo infatti sostenere questa ripresa cambiando il quadro regolatorio europeo. Siamo stati i primi a denunciare gli errori del Green Deal e ora finalmente in molti ci danno ragione. È necessario affermare pienamente il principio della neutralità tecnologica, superare le rigidità del quadro regolatorio europeo e accompagnare la transizione con strumenti adeguati per imprese e consumatori”. Altro tema scottante affrontato da Urso il costo dell’energia: “siamo intervenuti con il decreto Bollette in favore di famiglie e imprese e siamo in prima linea nella revisione del meccanismo infernale dell’Ets. Altri interventi sono previsti nel prossimo decreto Imprese, che recepisce alcune importanti richieste di Confindustria. In prospettiva, ovviamente, dobbiamo contare anche noi sul nucleare, come la Francia e la Spagna”. Infine sul tema del caro carburanti dichiara che “il taglio delle accise sul gasolio e, successivamente, il ricorso al meccanismo delle accise mobili dovrebbero consentirci di coprire il mese di agosto. Ovviamente siamo pronti ad altri interventi qualora non si sbloccasse la navigazione nello Stretto di Hormuz”. (Fonte (Adnkronos)



