L’ordinanza del Comune di Taranto disponeva cattura, controlli sanitari e trasferimento dei 19 felini. Da indiscrezioni, sarebbero stati prelevati da ignoti e trasferiti in un Comune limitrofo. Cresce la preoccupazione tra i volontari, dopo la bagarre sui rifugi per gli animali, un altro pasticciaccio nella gestione delle colonie feline
Dove sono finiti i gatti di Circummarpiccolo? È la domanda che, da questa mattina, circola tra le associazioni animaliste e i volontari che seguono la colonia felina della zona. Una domanda tutt’altro che secondaria, perché l’ordinanza firmata dal sindaco di Taranto Pietro Bitetti stabilisce con precisione modalità, tempi e soggetti chiamati a intervenire.
Il provvedimento, (ordinanza contingibile e urgente numero 80 del 12 agosto), riguarda una colonia di circa 19 gatti individuata dai Servizi veterinari dell’Asl durante un sopralluogo del 10 agosto scorso. Gli animali vivevano all’interno di strutture precarie, destinate allo smantellamento, e proprio per questo il Comune aveva disposto la loro preventiva messa in sicurezza.
Il punto è che la cattura sarebbe dovuta avvenire “prima che le operazioni di demolizione interferissero materialmente con i rifugi degli animali”, sotto il coordinamento dei Servizi veterinari dell’Asl e con l’assistenza della Polizia Locale. L’azione amministrativa affidava inoltre al Servizio Randagismo del Comune l’organizzazione delle operazioni prevedendo, dove necessario, il coinvolgimento di associazioni animaliste o protezionistiche formalmente disponibili.
Non è tutto. Il provvedimento indicava anche cosa sarebbe dovuto accadere ai gatti una volta catturati: visita clinica, microchippatura, registrazione all’anagrafe regionale, screening per FIV e FeLV, sterilizzazione quando possibile e ulteriori misure profilattiche eventualmente ritenute necessarie dai veterinari. Solo “all’esito dei controlli sanitari e previo nulla osta del Servizio veterinario dell’Asl” sarebbe stato possibile procedere al trasferimento nell’area individuata all’interno del cimitero di Talsano, destinata a ospitare la colonia “L’Oasi del Cimitero”.
Eppure sembra che dei felini non ci sia alcuna traccia. La conferma arriva da una volontaria che questa mattina si sarebbe recata sul posto e, non trovando più la colonia, avrebbe immediatamente lanciato l’allarme.
Secondo quanto riferito da ambienti vicini alle associazioni animaliste, gli animali sarebbero stati prelevati da ignoti. Tra i felini ci sarebbe anche una mamma con i suoi cuccioli, mentre almeno un gattino sarebbe stato lasciato sul posto. Non sarebbe ancora chiaro chi abbia materialmente effettuato la cattura, sulla base di quale disposizione e dove siano stati condotti. I gatti potrebbero essere stati trasferiti fuori dal territorio di Taranto, in un Comune vicino, (forse Monteiasi), ma neanche questo passaggio siamo in grado di restituirlo con certezza. Chiediamo comunque, all’Amministrazione e agli organi competenti di appurare e dare contezza.
L’ordinanza comunale, lo ribadiamo, non prevede un trasferimento indiscriminato. Stabilisce una sequenza precisa: cattura, controlli sanitari, identificazione, eventuale sterilizzazione, profilassi e soltanto successivamente trasferimento, previo nulla osta veterinario, e cosi come già chiarito, nell’area individuata. La stessa ordinanza richiama inoltre il principio di “territorialità dei gatti liberi”, previsto dalla normativa regionale, e precisa che “ogni diversa sistemazione deve essere verificata sotto il profilo sanitario, ambientale e gestionale”.
Se dunque emergesse che una ventina di animali siano stati effettivamente trasferiti in un altro Comune senza seguire tale iter, si porrebbe un problema serio. Non soltanto per la destinazione degli animali, ma anche per la necessità di capire se siano stati sottoposti agli accertamenti prescritti prima di essere eventualmente immessi in un’altra realtà felina. L’intervento nasce infatti, proprio dall’esigenza di evitare rischi sanitari, disponendo espressamente screening per scongiurare la trasmissione di patologie nella sede di destinazione.
La vicenda si abbatte come una scure all’indomani delle polemiche sui rifugi per animali rimossi in alcune aree della città. Una questione che ha già sollevato proteste e malumori tra le associazioni animaliste e che evidenziavano una gestione poco sensibile e caotica sul tema.
Va rammentato che una colonia felina non è terra di nessuno. La normativa pugliese, sottolineiamolo ancora, tutela i gatti liberi e il loro habitat e ne vieta l’allontanamento. Non è dunque possibile prelevare, trasferire o affidare altrove questi gatti a propria discrezione. Se tali notizie trovassero riscontro, assumerebbero anche rilievo giuridico. Nel frattempo il caso rischia di trasformarsi nell’ennesimo pasticciaccio brutto da dirimere, mentre a farne le spese, ci auguriamo, non siano ancora gli animali.



