La campionessa pugliese rompe il silenzio dopo Birmingham e analizza con lucidità la gara. “Le giustificazioni non mi sono mai piaciute”
Sono passati alcuni giorni dal quinto posto nella mezza maratona di marcia agli Europei di Birmingham, ma per Antonella Palmisano è arrivato il momento di fare i conti con la gara e, soprattutto, con se stessa. La campionessa pugliese ha affidato ai social una lunga riflessione, chiedendo scusa a quanti le avevano scritto per sostenerla senza ricevere ancora una risposta.
“Sono passati giorni, sto accettando e soprattutto con lucidità sto trovando gli errori fatti”, ha scritto Palmisano, spiegando di non essere stata ancora pronta ad affrontare i tanti messaggi ricevuti dopo la gara.
La marciatrice ha poi ripercorso le difficoltà incontrate a Birmingham e le spiegazioni che, a caldo, aveva cercato di darsi per il risultato. “È arrivato il momento delle giustificazioni”, ha esordito, ricordando di aver attribuito inizialmente le difficoltà al percorso, alle condizioni di gara e alla propria tecnica di marcia, fino ad arrivare al problema del finale. Ma Palmisano prende le distanze da ogni alibi. “Non sono io questa! Le giustificazioni non mi sono mai piaciute”.
La scelta di disputare la mezza maratona anziché la maratona, spiega, era stata compiuta con piena consapevolezza dei rischi, anche in prospettiva del percorso verso Los Angeles. “Quando ho scelto di gareggiare sulla mezza maratona piuttosto che la maratona, Lorenzo mi chiese se ero disposta anche a perdere per inseguire questa strada, per inseguire Los Angeles. Ero fortemente convinta”.
L’obiettivo, sottolinea Palmisano, era vincere, pur sapendo che il podio non fosse scontato. Nei mesi precedenti aveva lavorato soprattutto sull’aspetto mentale, cercando di superare i pensieri negativi e la paura di non essere più competitiva sui 20 chilometri.
Birmingham, però, le ha dato una certezza: il coraggio non è venuto meno. “Mi ha fatto capire che il coraggio non mi manca”, racconta, spiegando di aver imparato ad accettare l’atleta che è oggi, senza inseguire necessariamente quella di qualche anno fa.
Poi l’ammissione più netta. “Ho sbagliato, credevo di reggere e di averne di più”. Un errore che, però, diventa anche un punto di partenza. Palmisano guarda a quanto fatto nel corso dell’anno con lucidità. “Sono consapevole di dove sono arrivata quest’anno. E sono consapevole che non è stato abbastanza”.
Il momento resta difficile. “Il senso di insoddisfazione o di vuoto è grande”, ammette la campionessa pugliese, che riconosce però il valore della vicinanza delle persone che le sono accanto: il team, il marito, la famiglia e gli amici. “Per curare si ha bisogno proprio di questo, di vicinanza e affetto”, scrive.
Infine, il saluto a Birmingham si trasforma in una promessa per il futuro: “A volte si vince, a volte s’impara! Ed io d’imparare non ne avrò mai abbastanza”. E prima di chiudere, un pensiero alla Nazionale: “Un’Italia, una nazionale, delle marciatrici e marciatori pazzeschi”.


